Cosa ho fatto

Un tempo aggiornavo un curriculum fatto di lauree, albi professionali, certificati e abilitazioni, oggi sono soprattutto felice della mia carriera di sorrisi, della luce che si indovina agli angoli degli occhi. Il resto è stato appena la preparazione al viaggio: un viaggio verso la libertà, verso qualcosa in me che resti vero e intoccato, quando ogni altra cosa cambia e passa. 

È di questo viaggio che vorrei soprattutto parlare qui. 

All’inizio, infatti, mi ha colto di sorpresa. Da ragazza ho dovuto ricredermi su tante favole e mi sono lasciata fare anche molto male: la scrittura è stata la mia compagna, e in molte occasioni mi ha risollevato da grandi cadute, rivelandomi quello che ancora non sapevo. Me la sono trovata tra le dita a 4 anni, quando ho cominciato a scrivere sulla condensa dei vetri. 

Ed è stato proprio dopo una di queste cadute, più forte di quelle che avevo sperimentato fino ad allora, che la parte saggia ha preso il timone della mia vita: indirizzando la rotta della mia felicità non più verso il mondo, dove mi aggrappavo a delusioni e alla brutta copia dei sogni che sognavo, ma verso e dentro di me. Avevo compiuto da poco trent’anni, ero arrivata da sola a Milano, stavo morendo e rinascendo insieme. 

Da quel momento ho iniziato a fare “esercizi di felicità”, cioè ad accogliere in modo nuovo tutte le prove che naturalmente la vita porta a galla a ciascuno di noi, e per ognuno in modo singolare e perfetto, per smussare gli spigoli di buio che non fanno passare la luce. Ho cominciato a vedere l’opportunità che queste mi stavano dando per crescere e per trasformare parti di me che erano già vulnerabili, e che la vita aveva solamente toccato per renderle forti e libere.

Quindi ho iniziato a cercare una felicità più inclusiva, che non separa i giorni in gioie e dolori: ma che fa spazio a tutto ciò che serve al cammino della verità. A questo cammino si è strettamente legato il percorso dello yoga, una scienza spirituale che ha come finalità la liberazione da ciò che ci lega all’illusione e di porre termine alla sofferenza che viene dall’identificazione con le prove in sé, anziché con il viaggiatore che le osserva con curiosità e come un piccolo alchimista le usa per tirarne fuori oro.

Da qui sono nati anche i libri Esercizi di felicità e Esercizi d’amore (entrambi Ananda Edizioni), che uniscono la mia fratellanza con la scrittura come strumento di indagine interiore e lo yoga. Nel primo mi ha accompagnato il mio maestro di ananda yoga Jayadev Jaerschky: anima meravigliosa, tra i pochi che avrebbero potuto convincermi a condividere la scrittura fino ad allora privata. Nel secondo ho proceduto da sola, con una nuova fiducia che attraversa le pagine: dopo aver fatto tanta strada in salita, infatti, ho scoperto che è la vita stessa che ci sostiene, se le permettiamo di farlo, riaprendo i canali, spesso feriti, del cuore.

Quanto alle cose più ufficiali che non ho detto, le riassumo brevemente qui: sono laureata in Filologia moderna, e in questa materia ho preso anche un dottorato di ricerca. Sono giornalista dal 2000, professionista dal 2008. Sono diplomata in Ananda yoga, uno stile di Hatha yoga che tira fuori la nostra vera natura di gioia e lo insegno a tante anime in cammino a Milano, in workshop in giro e online. Oltre ad aggiornare e ad approfondire costantemente il cammino yogico, anche con costanti viaggi in India, da un po’ studio e pratico metodi di life coaching tradizionali e tratti dagli insegnamenti di Parmahansa Yogananda, per avere sempre nuovi strumenti per aiutare ora altri a fare il proprio cammino e per condividere ciò che ho compreso fino a qui.

Ho scritto inoltre i libri La prossima felicità (Edizioni Altreconomia, da articoli pubblicati su Sette del Corriere della Sera su persone che hanno mollato tutto per una felicità coraggiosa) e Lettere a Francesca (Animamundi editore): lettere sulla vita dedicate alla mia nipotina. Altri, ormai ho ceduto, sono in arrivo.

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