Le 5 lezioni che ho imparato quest’anno

In queste giornate di festa, oltre al festeggiare in sé, abbiamo la grande opportunità di fermarci e di lasciar venire a galla ciò che di solito è sommerso dalla fretta. Di notare anche come la mente sia fatta a forma di cipolla, e, non importa quanti doni scartiamo, come sappia trovare sotto ogni buccia di desiderio appagato, una nuova possibilità di desiderare e di lamentarsi per una mancanza. Se lasciamo la guida a lei, non c’è dubbio che le impressioni negative si riveleranno molto più forti di quelle positive. Per controbilanciare, è utile creare delle correnti contrarie di apprezzamento, e allenare il nostro sguardo a vedere ciò che c’è, ciò che ci sta facendo progredire e tutte le cose per cui possiamo ringraziare.

Personalmente, trascorro sempre le feste in Friuli, tra le mie montagne, dove vivono i miei eroici e sempre instancabili genitori. Cerco allora di festeggiarli e inventare la festa con loro e per loro. Eppure al tavolo, oltre a vedere le sedie piene, mi sono sorpresa anche a vedere quelle vuote: tutti i pezzi della mia vita che non posso portare qui con me. Contare ciò che chiamiamo famiglia, infatti, è un’altra verifica a cui siamo posti di fronte in queste festività. Così, quando la mente era pronta a iniziare il galoppo, ho aperto il computer e ho cominciato, come ogni anno, a riguardare indietro le pagine del calendario, per vedere le vittorie che ci sono state, i cambiamenti piccoli e grandi che mi stanno facendo diventare più me, e alla fine, al netto delle sfide e dei modi in cui mi sono rialzata, ho cercato le 5 più grandi lezioni che ho imparato quest’anno. Le riporto qui.

  1. GRATITUDINE: ringraziare ogni giorno, per ogni piccola cosa che rende la tua vita ciò che è. La prima lezione che mi è venuta in mente è stata l’arte del ringraziare, che significa anche la capacità di mantenere vivi lo stupore e la meraviglia, anziché entrare nel meccanismo della mente-cipolla. Ho ripensato agli ultimi anni, a tutti i cambiamenti che ho attraversato, alle purificazioni anche molto intense che questi hanno comportato per me, con momenti di prove estreme, che si sono tutte – una volta accolte – trasformate in doni, spesso molto più grandi di quanto potessi anche solo immaginare. Al senso di perfezione che ho percepito nel modo in cui l’universo si prende cura di noi. Eppure anche del dono più grande si corre il rischio di fare l’abitudine e di dimenticare la gratitudine. Allora ho rivisto alcuni scossoni che ho ricevuto ultimamente per essere di nuovo resa consapevole che nulla è scontato e che ogni piccola cosa che ci sostiene merita di essere ringraziata, e che è questo ringraziare ad essere sorgente della nostra ricchezza, non viceversa, e non va mai scordato.
  2.  GENTILEZZA: sii gentile con te stesso e con gli altri, qualunque siano le circostanze. Un’altra importante lezione che mi ha portato quest’anno è la libertà dal pretendere troppo da me e dagli altri, quindi, ancora una volta, vedere ciò che è perfezionabile piuttosto che ciò che già funziona. Io che insegno yoga e che mi sono abituata a far fare al mio corpo ciò che voglio, ho accolto anche che il tempo ci trasforma e che ciò che funzionava un tempo, forse non è più adatto a noi. Dopo essermi procurata vari dolori per voler dare sempre il massimo, ho iniziato quindi ad allenare sul tappetino la gentilezza, ovvero un dialogo dolce con me stessa, in cui mi chiedo sempre cosa sia giusto fare e cosa mi faccia bene. La cosa incredibile è che quando impari a essere gentile con te apprendi a esserlo anche con gli altri e ad apprezzare quel che possono fare, non ciò che tu vorresti che facessero. La gentilezza è anche la più bella intenzione da mettere in una giornata di sfida: essere gentili nonostante tutto, apre il cuore e ci rende inespugnabili dagli stati d’animo negativi.
  3. PAZIENZA: vivi nel momento presente e abbi fiducia che ogni cosa avviene nel momento giusto. Dopo mezzo secolo di fretta, frutto di un’ansia che, pure usata bene, è stata il fuoco e il motore che mi ha mosso fin da bambina, sempre con il rischio di bruciare, finalmente sto imparando a fidarmi di ciò che c’è nel momento presente e a viverlo completamente. Per arrivare qui, ho dovuto veder mandare all’aria molti programmi e comprendere che la mia necessità di pianificare è alla fine un esercizio di controllo. Faticando a tollerare un futuro indefinito, ho bisogno continuo di sapere ciò che sta per arrivare, e questo ha per conseguenza anche il lavorare sempre d’anticipo e non gustare quel che stai facendo perché sei sempre già oltre con la mente a vedere quel che non c’è ancora. Quello che ho compreso invece è che ogni cosa avviene nel momento giusto, e cercare di modificare questa pianificazione superiore ha esito in inutili tensioni. Il presente, inoltre, è l’unico tempo in cui è possibile essere felici.
  4. ACCOGLIENZA: tutto ciò che ti arriva è tuo, rifiutarlo lo rende potente, accoglierlo ti aiuta a capirlo e a “guarire”.  Quindi una lezione suprema, che mi è servita molto in certi momenti intensi in cui non comprendevo perché accadesse ciò che stava accadendo, come ci fosse un accanimento contro di me, è che i pensieri di rifiuto non servono a nulla. Questi momenti intensi ci chiedono di fermarci prima di agire e di definirli. Di vedere dal profondo, quando le acque della mente sono calme, cosa stia realmente succedendo. E a quel punto il più grande rimedio a ogni prova paradossalmente è accoglierla. Ovvero guardare alla vita da uno strato più profondo, dove c’è la mappa vera del nostro andare e dove ogni esperienza che serva alla nostra crescita va semplicemente fatta entrare, attraversata, fino a esserne completamente liberi. Si vede in questo modo anche come l’accogliere sia sempre l’inizio del guarire.
  5. FIDUCIA: enfatizza il bello nelle giornate, nei progetti negli altri, è un modo per sostenere la luce nel mondo. Infine, ho avuto modo di ritornare su quella che è la lezione più grande per me in questa vita: re-imparare a fidarmi, affidarmi, aprirmi a ciò che vuole essere. Si tratta anche in questo caso di un allenamento, che tiene conto delle altre lezioni e che, con molti segni, mi chiede ora di lasciar andare il passato, di disidentificarmi anche da quelle ferite-matrice che per me, come per ognuno, hanno poi determinato gran parte della mia vita. Di lasciar andare attaccamenti e paure e di diventare un canale sempre più libero in cui scorre la vita. E questo, se davvero senti che quel che accade qui ha le sue radici in un piano più grande, è anche il fine del nostro andare: ritirare le ancore in cui le stiamo impedendo di scorrere, per essere sempre più uniti al flusso universale.

Quali sono state le tue lezioni? Scrivimelo nei commenti.

Se vuoi vedere altre mie lezioni, puoi trovarle nel libro LEZIONI DI FIDUCIA Ananda Edizioni  https://www.anandaedizioni.it/shop/libri/corpo-mente-spirito/lezioni-di-fiducia-per-tempi-che-cambiano/  

Ricorda che lavoreremo insieme sulle lezioni dell’anno e sulla fiducia da mettere nei propositi per l’anno nuovo in un workshop, che unisce scrittura yoga e meditazione il 3 gennaio. Scrivimi per maggiori info giulia.calligaro4@gmail.com

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