Il bene imperfetto

No, non è tutto perfetto, ma va bene così. Ci pensavo in questi giorni di luce commovente, portata in giro dal vento a sprazzi improvvisi, aprendo varchi nel viaggio veloce delle nuvole. Guardavo ai mesi messi dietro alle spalle, alle molte cose che sono state attraversate, alcune andate meglio, alcune work in progress, e pensavo anche a quelle ancora a venire, che vorrebbero sempre portare via tutta l’attenzione, ma mi sono fermata, e ho detto: va bene così.

Un tempo avrei voluto sempre tutto controllato, a posto, completato, oggi invece voglio imparare a riposare anche negli spazi interni della corsa. Questa corsa, infatti, non ha una fine, non c’è un impegno che sia l’ultimo, dopo il quale possa comparire un’altra possibilità di vita. Semplicemente, se la nostra agenda fosse vuota, non saremo qui, a imparare nuove lezioni con questo corpo. E quello che agita e ci agita fuori è lo specchio della nostra mente, dei pensieri e delle ansie. Così è la foga stessa ad aumentare anziché a diminuire l’incapacità di riposo.

Al contrario, se molli, se ritiri l’energia che era stata tutta assorbita nel preoccuparsi, nel momento in cui sollevi le dita dalle cose e accetti che siano come sono, cioè fai un avvicinamento alla verità che non è mossa dai mutamenti dei giorni, miracolosamente un paesaggio di quiete e idee di bene appare come specchio dei nuovi pensieri. Alla fine è tutto qui il gioco dell’illusione: suonare le nostre corde più sensibili per farci reagire e tenerci lontani dalla nostra luce interiore.

In questo modo da qualche giorno qui è Natale, cioè luce che ancora una volta è riuscita a sorgere dall’oscurità. So che la notte ritornerà e che avrà modi astuti e convincenti per portarmi fino al confine del mio tendermi e crederle, ma allora saprò che è da dentro, non da fuori che ancora una volta posso cambiare ciò che si presenta via via sul cammino. Siamo in fondo qui proprio per questo esercizio di lima, finché saremo luce senza increspature, non più irritabili dal credo del mondo.

Con questa libertà nel cuore prima lasciavo che Ganga, la grande maremmana, prendesse decisioni sul nostro tempo. E ho pensato che sono molto felice di non essere per lei un’autorità (ha già chi copre questo ruolo), ma che mi senta come una compagna di giochi, un cane amico che non ha. Questa promozione a cane, ad essere meno complicato e più allineato alle leggi universali, è uno degli specchi in cui mi diverte vedere la mia crescita.

Così, con i pezzetti di legna e di terra tra le dita mi preparo all’anno che verrà. Con curiosità, non con paura. C’è un tempo perfetto per ogni cosa, e non è la nostra corsa a cambiarne il ritmo.

 

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