La stanza del cuore

Vedi, da quando sei nella mia vita mi sembra di avere più spazio. Di essere in una stanza più grande. E questo coinvolge ogni parte di me: i pensieri, i gesti, i respiri, i progetti, i battiti del cuore. Tutto si espande e si fa accogliente. Se desidero realizzare una cosa, la penso più grande. È come se tu fossi arrivato in questo mio tempo in perdita a sollevare tutto quello che in me era pronto a cadere. A ricordarmi un’altra versione di me e la sua luce.

Dapprima questo è iniziato con te, in un momento preciso, lo ricordo. Vedevo tante cose che mi facevano paura e ti volevo allontanare. Ma tu sei rimasto fermo, stabile alla soglia del rifugio in cui mi ero ripiegata. Allora ho smesso di fare a fette quello che riconoscevo e quello che era inatteso in questa tua presenza ostinata, e ho semplicemente trovato lo spazio per accoglierti. Ho respirato e visto che più mi aprivo e più mi affezionavo alle tue fragilità, le potevo custodire. Sto provando ora ad affidarti le mie.

Non è facile, sai. Qualche volta da luoghi antichi del cuore, che prima tenevo chiusi, ritornano fuori a visitarmi mostri antichi, come belve che passeggiano dentro i pensieri, che prendono tra i denti tutto il bene che darei per certo in altri momenti. Ho paura che ti facciano male, e allora passo ore in certi pomeriggi in cui non ti so più, a lasciarle correre e a devastarmi il silenzio. Poi mi ricucio e ritorno da te a confermarti la luce che hai visto. E questo non va bene.

Allora, se ora ti scrivo queste parole è per chiederti pazienza e cura. Sì, tu ne hai tantissima, ma io non riesco a trattenerla. Ho ricordi troppo forti di quello che non c’è. Mi raccontavi un giorno di quel contenitore che perde, che riempiendolo sempre appare più o meno pieno, ma al costo di un’enorme fatica. Mi stavi parlando di te e io ti ascoltavo spaventata. Come conoscevi così bene il mio cuore?

Sì, vorrei chiederti di tenere care le mie ferite, così come io mi curo delle tue. Cresceremo, vedrai, ci saremo guarigione, protettori e protetti come dici te, l’uno per l’altra.

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