SURRENDER: il dolore maestro di felicità

Se c’è una cosa che ci stanno insegnando questi tempi è che non abbiamo il controllo di ogni cosa, e se pensiamo il contrario, siamo destinati a farci male. L’onda della vita si è fatta talmente più grande di noi, che pare avere urgenza di portarci ognuno dove dobbiamo andare. E lo fa a volume alto, consegnandoci insieme così tante prove, così tante lezioni da imparare, come le nostre generazioni non avevano ancora mai provato prima.

Come comportarsi, allora, davanti a queste dosi così massicce di inatteso? Come guardare ai piani che si stravolgono e ribaltano continuamente quello che ci aspettavamo? Qualsiasi sia l’azione che intendiamo intraprendere, deve partire da una cosa: l’accoglienza totale di ciò che c’è. Il dolore, infatti, non è mai la circostanza in sé, ma il nostro rifiutare le cose così come stanno.

SURRENDER è la parola che meglio descrive questa azione. Che non è traducibile con arrendersi, e non è un rassegnarsi: è una sorta di resa verso l’alto, fare dei passi indietro, verso il silenzio, per essere in grado di ricevere il messaggio che la vita ci vuole portare. Significa togliere i filtri con cui leggiamo la realtà, e la limitiamo, calmare i pensieri che vogliono subito classificare ciò che accade, e anche il cuore che riconduce l’accaduto a cose note e nuove, per costruire protezioni. Restare aperti, senza smettere di essere presenti alla vita.

Per fare questo ci sono alcuni esercizi che potresti fare:

  • tenere un diario e lasciar scorrere la penna sulla pagina: a volte mettendo in linea le parole, si disegnano i significati che i nodi della mente non ci rivelavano
  • prendere dei momenti di silenzio e fare passeggiate nella natura, cioè non cercare subito soluzioni ma immergerti in qualche cosa che ti dà sensazioni positive
  • fare meditazione

Quest’ultimo punto si rivela di particolare importanza, perché a volte il nostro sguardo è troppo piccolo per cogliere tutto il disegno, e allora mancano gli elementi per capire cosa si stia preparando di necessario per noi, con le cose inaspettate che ci stanno magari costringendo a cambiare o a finire alcune cose che erano presenti nella nostra vita. E allora l’affidamento a una realtà più alta ci può aiutare a mantenere alta la fede nel disegno perfetto che l’Universo ha per noi, secondo una finalità diversa rispetto a quella della realizzazione terrena.

In base agli insegnamenti di tutti i sentieri spirituali, infatti, noi siamo qui per crescere e per imparare. Per lasciar andare delle cose che ci allontanano dalla nostra vera natura e per avvicinarci al nostro Sé più elevato. E che solo quando ci allineiamo con questo, conosceremo la vera felicità. Per questo potremmo ritrovarci in un futuro molto vicino a ringraziare le prove che stiamo attraversando per averci fatto trovare la forza e il coraggio che altrimenti non avremmo mai trovato e per averci riconnesso con questo scopo vero che da solo dà significato a tutta la nostra vita.

Prova allora già da ora:
– a ringraziare con totale fiducia tutto ciò che arriva nella tua vita – a cercare la parte di bene che c’è in ogni prova – a ricordare nel passato quante volte cose che sembravano avverse siano poi finite bene – a coltivare pensieri positivi.

Fallo con costanza e perseveranza. Non va già un po’ meglio?

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