Esercizi di coraggio

Ho sentito più volte le persone chiamarmi “coraggiosa”. la parola è entrata tra le definizioni di me, e non mi sono più interrogata sul suo significato. Finché mi sono trovata davanti a una scelta grande, di cui avevo molta paura. Ma come? Non ero quella “coraggiosa”? Lì sono iniziate le domande. Cosa significa avere coraggio? Sfidarsi? Alzare sempre l’asticella dei territori esplorati, delle sfide, dei tremori fatti arretrare? Anche, ma non è questo un coraggio utile.

Esistono tra le nostre paure, infatti, delle paure buone, che ci preservano dal pericolo. Altre, invece, sono nate da vecchie ferite, e si ergono come porte chiuse che non fanno più passare la vita. Ne esistono altre, poi, che non sono nostre, che sono nate da cose che ci sono entrate da fuori, dall’ambiente familiare e dal modo in cui il nostro contesto di crescita si è rivolto a noi. Ad esempio se ci è stato inculcato che siamo di poco valore, sarà difficile che non ci venga paura a un colloquio di lavoro.

Lasciando stare il primo tipo di paure, il coraggio serve come strumento di crescita personale, e addirittura di crescita spirituale, per le altre, dato che il fine di ogni nostro passaggio terreno – ci tramandano i grandi Maestri – è la libertà, libertà anche da questi gorghi di energia che intasano il flusso della nostra esperienza terrena.

Allora come esercitarsi al coraggio? Ovviamente questi sono territori che al tocco fanno male, e che difficilmente si possono guardare direttamente negli occhi. Bisogna prima fare un po’ di training. Ti propongo qui allora alcuni esercizi, che puoi fare ogni volta che, al bivio di una scelta che senti necessaria da un piano alto, ti senti bloccato.

  1. Fai una lista di tutte le paure che in questo momento ti stanno limitando. E poi fai una lista di tutte le tue risorse. Scrivi due colonne.
  2. Una volta che dall’intrico mentale sono trascritte con chiarezza sul tuo diario, guardale bene e osserva se si tratta di paure concrete o immaginarie. O paure che avevano i tuoi cari.
  3. Inizia con la serie dei “perché” e delle domande fino ad arrivare alla radice di quella paura: – Perché ho paura a fare questa cosa?  – Da quando ho questa paura? – C’è qualcuno che era vicino a  me che aveva questa paura? – Questa paura è legata a qualcosa che diceva qualcuno vicino a me? – Se accadesse la cosa peggiore che temo, quale sarebbero le risorse che mi potrebbero salvare?
  4. Una volta che hai fatto tutto questo processo, immagina di estirpare questa paura fin dalle sue radici e poi respira nello spazio che si è liberato.

Un’altra possibilità è quella di mettere in scena la tua paura, di immaginarla come un bambino che c’è dentro di te e di iniziare a parlargli:

  1. Chiedi perché ha paura.
  2. Cosa puoi fare per rassicurarlo.
  3. Quali progetti hai per lui quando avrai preso la decisione più giusta nella situazione in cui sei.
  4. Lascialo poi parlare e scrivi a suo nome un foglio senza mai staccare la penna.
  5. Visualizzati ora mentre lo prendi per mano e lo porti con presa sicura oltre l’ostacolo.

Quando poi una paura è davvero consolidata, sarà bene prenderla un po’ al giorno, iniziando da cose semplici.

  1.  Impegnati ogni giorno a fare un piccolo gesto di coraggio: indossare un vestito con un colore diverso dal solito. Telefonare a una persona che ci rende timidi. Fare un gesto aperto con le persone che incontriamo di solito sbadatamente.
  2. Quindi passa ad azioni coraggiose un po’ più grandi.
  3. Infine sarai pronto per il grande volo. Attenzione: non si tratta di fare follie, ma di fare passi allineati con i tuoi valori e con quello che hai visto con parti più alte di te essere la missione della tua vita.

Alla felicità ci si allena, non demordere mai!

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