Nutrimenti

Succede ancora che mi sveglio a un certo punto della notte. Anche nella casetta nel bosco, piena di cielo e di infinito. Credo sia la posizione stesa: alla lunga mi deprime i polmoni e mi viene fame d’aria. Allora mi devo alzare, pazientare il tempo che serve prima di potermi riaddormentare, e intanto pensare tante cose. Anzi non pensarle: ritrovare quella postazione che viene prima della mente, da cui posso osservare la vita dentro un respiro più grande.

Così il silenzio viene attraversato da fotogrammi che vengono a galla. La dottoressa che mi dice che è normale vivere questi momenti fragili, perché quella che sto passando è una cosa grande. Il messaggio fatto arrivare da mio padre, quando ero acuta, lui spaventato, ma cercava parole belle, di coraggio e serene. E mi parlava dei modi per fronteggiare le avversità, dicendomi con il pudore che so che era orgoglioso che non mi lasciassi andare. E l’amica che chiamava l’ospedale per rassicurare tutti, e mi diceva: chiamo io, tua madre trema.

Poi mi allontano ancora di più con l’occhio testimone, e vedo la vita come un nastro che scorre, senza più identificarmi con qualche emozione in particolare. E lì mi sembra di nuovo di vedere, di entrare in una saggezza più larga. La prima cosa che si chiarisce a quella distanza è che la vita è molto più semplice dei nostri pensieri. E in quella semplicità c’è tutto ciò che ci fa bene. Il resto sono nodi, complicazioni, errori di ordine di grandezza che abbiamo fatto diventare abitudini e malattie.

Poche cose servono davvero.

Nutrirci di cibi, di pensieri e di relazioni sane. Respirare tra un’azione e l’altra, e riposare quando il corpo lo chiede. Non perdere la meraviglia, non abituarsi alla bellezza e neanche al dono di essere vivi. Praticare la gratitudine, offrirla anche alle foglie dell’insalata cresciuta, colta e preparata per il nostro sostegno e per la nostra salute. Viaggiare con il pilota della curiosità, non con quello della paura. Ed essere luogo di scambio d’amore, non di giudizio o di lamento.

Riconoscere, infine, che c’è qualche cosa di più grande che tiene tutte queste cose insieme. Oggi mi era così chiaro, nella mia piccola passeggiata quotidiana, in cui cerco giorno per giorno di allungare un poco il fiato. Intorno a me si ergeva la maestosità della natura, la sua forza che va oltre i nostri piccoli accidenti, e che, nel suo seguire il proprio corso, porta anche noi dove siamo destinati di arrivare.

Consegnandoci a lei, ritornando semplici come le foglie che iniziano ad arrossire sui colli. Oppure resistendo e facendoci spezzare. Questa è la scelta che ci è data.

 

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