Raccogliere i frutti
L’estate è sempre stata per me il sapore dei suoi frutti. I suoi colori e le sue fantasie che tracciano fili dall’infanzia dei giochi. Anche noi siamo il frutto dei fili delle nostre scelte e abitudini.
Delle volte che abbiamo avuto coraggio e abbiamo osato piantare un grande albero di sogni, e delle volte in cui ci è parso che era meglio attendere il tempo giusto per diventare un progetto di noi, e ci siamo messi nell’aspettativa dei giorni quotidiani che pacificano di cose che sappiamo già fare.
E ora raccogliamo quel che abbiamo creato, e raccogliere significa anche far respirare la nostra essenza, vedere quali sono i frutti che vogliamo fare domani e saper intanto offrire al vento anche i nostri rametti spezzati, dove il vecchio frutto è stato colto.
Stare così, con un pezzo di anima a vista e non aggrapparsi a una risposta ora, che queste sono le ferite da cui entra la luce, il domani. Il vuoto d’amore che fa spazio alla vita che chiede di entrare.

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