L’impronta digitale dell’anima

Nella filosofia yogica, e in particolare negli scritti vedici, si dice che l’anima è completa, intera ed eterna. In uno stato di perenne unità con l’Universo. Ugualmente però desidera esprimersi pienamente e far fiorire la propria natura divina. Per chiarire di più quest’idea, ripartiamo dai due aspetti dell’anima, o ATMAN, com’è chiamata in sanscrito. Il primo è PARA-ATMAN, dove PARA significa supremo, dunque è l’aspetto universale dell’anima. Accanto a questo c’è JIVA – ATMAN, ovvero il suo aspetto individuale.

Para-atman è infinita, incondizionata, oltre ogni limitazione, eterna e senza mutamento. Identica al divino. Qui risuona il mantra AUM BRAHMA SMI: sono uno con lo Spirito. Jiva-atman è l’anima individuale: ovvero l’impronta digitale unica e irripetibile che caratterizza ognuno. In questo modo i Veda ci insegnano che ciascuno di noi è universale e anche unico, e in questa unicità viene incluso anche uno scopo specifico che ognuno è chiamato a compiere.

Così come il bulbo del tulipano dovrà fiorire in un tulipano, allo stesso modo la nostra anima individuale dovrà far fiorire la propria missione. Questa missione si chiama DHARMA. Ma attenzione: anche il Dharma ha un aspetto universale, per il quale siamo tutti chiamati ad osservare le LEGGI UNIVERSALI (il nome originale dell’Induismo era Sanatan Dharma: la legge universale), e un aspetto individuale, dove ciascuno di noi è chiamato a compiersi, proprio come quel bulbo di tulipano divenuto fiore.

Il Dharma in sostanza è la spinta a compiere il proprio potenziale, a realizzare pienamente quello di cui siamo capaci. Non c’è niente in natura che non sia tenuto sotto questo imperativo. Quello che muove miliardi di cellule di un organismo, in tutti gli organismi, a compiere le proprie funzioni è un’intelligenza che sta dietro la vita. E noi siamo tutti come cellule del grande organismo e creato, ognuno con un ruolo unico da sostenere, mossi tutti insieme dalla forza del Dharma.

Proprio per questo, quello che è il nostro meglio come individui è necessariamente anche il meglio per l’universo, e perciò è fondamentale vivere in armonia con il proprio Dharma. Quando agiamo secondo le aspirazioni più alte, mettiamo a posto anche il mondo: questo è anche il principio dello yoga. Nella Bhagavad Gita si legge: “Il compimento è realizzato allineando il modo in cui agisci, pensi e parli con l’intelligenza infinita. Dall’altra parte, soffrire è il risultato del vivere non in armonia con questa intelligenza universale”.

Ovvero, la felicità a lungo termine, dipende dal fatto che tu occupi nel mondo il posto che tu, e solo tu, potresti occupare. E non si parla solo della professione, che più spesso è il mezzo con cui noi esprimiamo il nostro talento che la precede: ma di un profondo ascolto della voce della nostra anima. Lo yoga, nel significato più alto, è questo ascolto e questo allineamento.

 

 

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