L’ordine perfetto. Trasloco 2

Ogni mattino al risveglio mi ritrovo in questo spazio che è fatto sempre più di vuoti e scatole e meno di quello che ho chiamato per tanto tempo casa. E ogni giorno è lo stesso: provo a ragionare con la mente su quale sia il modo corretto di procedere, il modo più ordinato, più logico. Traccio anche delle mappe, ma poi va sempre a finire in modo diverso. Finisce che prendo in mano un oggetto e questo calamita a sé tutto quello che vuole stargli vicino. Così nuove scatole nascono per colori, materiali, associazioni di memorie. E quando viene la sera mi accorgo che un altro bel pezzo di lavoro è stato fatto, senza assolutamente sapere il pezzo che seguirà l’indomani.

In fondo è stato così fin dall’inizio. Da quando questo meraviglioso e folle progetto è cominciato. Ho solo pensato a come volessi sentirmi, e al fatto che non volevo più rimandare di fare quello che serviva per sentirmi così. Il resto è accaduto da sé. Il resto è stato calamitato da quella forte intenzione che era emersa. E questo dice come esista già un ordine individuale nel grande disegno cosmico, e che per raggiungerlo non dobbiamo contare solo sul nostro sforzo personale: basta il nostro sì e il nostro primo passo, poi la strada appare da sé.

E sono commossa di come la vita si stia prendendo cura di me fin nei minimi dettagli. Di come in ogni momento appaiano le domande giuste e le soluzioni. E di come ogni sera mi trovi così sazia di quello che ha voluto essere compiuto attraverso di me, da non lasciarmi né la forza né la preoccupazione di interrogarmi su quello che debba essere ancora fatto. E’ scesa in me una Grazia piena di presente, piena di centro e di fiducia. Ed è una cosa che mi rende grata fino alle lacrime e che si è portata via ogni paura. Sento che una forza più grande sostiene questa scelta, e mi sta aiutando nel gran salto. E’ questo, credo, a sincronizzare ogni gesto, pensiero, incontro. Ed è da questa sincronia che una scelta trova la sua conferma, la sua necessità nelle leggi universali.

Sì così voglio vivere, così voglio il filo della mia vita, naturale, come quando all’inverno, segue la primavera. Ma ora sono stanca, è tempo di dormire. Di lasciare andare questo giorno. Di fare spazio a quello che vuole venire.

 

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