E poi ritorna la luce

Non è ancora finita la giornata e qui fuori è già successo di tutto: al risveglio era coperto di neve inattesa, poi pioggia con tempesta, e ora quel vento che sbatte sulle finestre e sembra alla fine voler portare fuori il sole. E’ stato proprio all’apparire del primo raggio di luce, dopo tanti giorni di buio, che all’improvviso i miei pensieri sono invecchiati. Sotto alle nuvole basse, pesanti, ero stata schiacciata addosso ad alcune paure, ma ora le guardo, come una cosa lontana, e anche un po’ sorrido.

Ho capito che la vita è davvero un po’ come il cielo, ma non c’è tempesta che non finisca in sole, e che è importante proprio come attraversiamo i giorni oscuri, come li attraversiamo tutti, senza sprecarne nessuno. Seduta un po’ più indietro di me, di fronte allo spettacolo dei miei pensieri, mi sono allora vista pensare di avere paura. Ho visto cioè la vita con la forma del mio corpo, attraversare le intemperie della vita. Ma io non ero tutta lì. Un’altra parte poteva osservare e fare il tifo per quella parte che tremava.

E mi è stato chiaro che l’agitazione era dovuta al fatto che mi ero completamente identificata con la mia mente, ero diventata troppo personale. Da un punto di vista più distaccato, invece, mi è stato così chiaro, che siamo qui proprio per questo, per attraversare tutte le tempeste, tutti gli angoli di noi rimasti al buio. Tutte le nostre paure, finché la vita non potrà scorrere libera da ogni nostro poro. Dovevo, cioè vivere in modo quasi impersonale queste nuove prove che mi attendono: proprio perché le temo, vanno affrontate, guardate in volto, fatte respirare.

Non c’è una sola cosa rigida di noi che possiamo ignorare, e lo scopo del nostro esistere è proprio fare esperienze, liberare frane, dove la vita si era bloccata. E non ce n’è di più importanti di altre: basta anche che un solo punto stretto soffochi il passaggio libero del destino perché la nostra storia ritorni ancora e ancora lì, aggiungendo anche nuovo carico, finché saremo pronti ad affrontarlo. A non vederlo come una sventura, ma come un’opportunità in cui mandare avanti la nostra persona a fare ciò che è giusto fare. Non ci sono neppure carichi troppo pesanti: appena avremmo dato il nostro assenso ad attraversarli, verrà in nostro soccorso tutta la forza che serve, tutta la pace. E’ la vita che aiuta la vita.

Sì, questo vento vuole proprio portare fuori  il sole.

 

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