Verso la nuova luce

Friuli, 21 dicembre 2021

Caro Jim, e caro Dinesh,

Come sempre in questi giorni che portano al Natale, eccomi nella mia terra natia, ai piedi delle cime frastagliate delle Dolomiti. In effetti quest’anno non era per nulla scontato che ci potessi arrivare, ma avrei fatto tutto il possibile e anche un po’ di più per colmare l’attesa dei miei genitori, ormai molto anziani, che per puro amore mi hanno lasciato volare via, verso la mia vita, e che mi attendono sempre con lo stesso amore puro. Forse a loro modo riempiendo il tempo dell’attesa ripetendo rituali, certo meno sofisticati dei tuoi – meravigliosamente raccontati – caro Jim.

È anche un giorno molto speciale questo, che segna il passaggio dall’autunno all’inverno. Ci pensavo proprio stamattina: oggi è il giorno più corto dell’anno, quello in cui le tenebre sono lunghissime, ma l’inizio dell’inverno coincide con la lenta rimonta della luce sul buio. Così, una volta di più, siamo portati a vedere come in realtà la fine e l’inizio siano due fotogrammi appaiati, che richiedono solo il coraggio di chiudere una porta e di aprirne un’altra. In questo modo si succedono anche le scene della nostra vita.

Ed è un giorno ancora più speciale perché oggi c’è una storica congiunzione tra Saturno e Giove. Giove compie un giro completo dello zodiaco ogni 12 anni, Saturno ogni 30. I loro destini si incrociano ogni 20 anni, e questa volta accadrà nella costellazione del Capricorno, che rafforza il potere di Saturno e adombra quello di Giove. Giove nell’astrologia vedica è chiamato il Guru (colui che disperde l’oscurità), e rappresenta il Dharma, la giusta azione. Saturno invece rappresenta il Karma, e ci invita dunque a fare profonde purificazioni, proprio per avviarci a compiere la nostra missione dharmica. Nella posizione in cui si incontrano oggi, il Dharma appare messo in ombra dal Karma, e ciò non dovremmo però leggerlo solo con fatica e pesantezza.

Questo infatti è uno degli aspetti in cui differiscono l’astrologia vedica e quella occidentale: la vedica non disegna un destino, ma un cammino, e l’esito di questo procedere dipende dalle nostre reazioni, quindi dalla nostra parte di libertà. Quindi, se non ci può essere realizzazione senza serie fondamenta, la speranza che è data da Giove, deve la sua concretizzazione al modo in cui si affronta la serietà di Saturno. E questo significa anche che il tempo presente, la pandemia e i sacrifici, non dovremmo viverli come una sospensione di tutto ciò che ci pareva essere una vita felice: perché è in realtà la possibilità della sua rifondazione, seppure al prezzo di una grande purificazione e attraverso dolori che i nostri occhi umani non bastano sempre a contenere.

Ma soprattutto siamo nel tempo che ci prepara al Natale, simbolo della rinascita di questa luce, incarnata nella storia dalla figura del Cristo e per sempre dentro tutti coloro che la trovano in sé. È questa la luce che lo yogi trova tra le sopracciglia nella meditazione, quando riscopre in sé l’universale natura divina scesa nel corpo. E non è solo un carosello di bontà quello che vuole che in questo periodo ci si senta più buoni: ma tanti fattori in Cielo e in Terra concorrono affinché agisca l’influenza luminosa e numinosa che sovrintende ai giorni dell’Avvento.

Come posso cerco di esercitare proprio questa luce con le persone che ho vicino. Scendendo dai miei colli sacri ne ho ritrovata così tanta in me che oggi all’improvviso mi sono dovuta inginocchiare: mi sono ritrovata a pregare che possa passare anche attraverso il mio cuore un po’ dell’amore in cui può riposare il dolore del mondo. Per ora lo faccio con piccoli gesti di pazienza, di ascolto e di presenza. Possono essere molto nelle vite delle persone vicine o di chi non ha quest’anno nessuno con cui festeggiare.

Anche a te Jim, e a Dinesh che ci legge nel silenzio, auguro una grande rinascita nella luce

Vostra, Shraddha

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