Pratiche di realtà per l’anima

Da un po’ mi capita di cercare per tutto il giorno qualcosa che mi assomigli. Il rientro a Milano è stato come un oblio di tutto quello che mi pareva chiaro e al sole, nei mesi in cui ho dissetato l’anima sotto la grande quercia. Come una brava scolaretta, mi sono rimessa nell’imperativo del fare, del fare presto e bene, del fare tanto. Mi sono rimessa addosso la mia casetta piena di legno e di bianco, come un elmetto per proteggermi da tutto quello che fuori fa troppo rumore, e dai pensieri affollati che sbattono dalle stanze vicine ed entrano nel sonno, spezzandolo.

Lo so, non sono mai stata completamente della misura della realtà. Posso mandare avanti il mio ologramma, rispondere a modo, apparire ai riti dove bisogna esserci, dare un contributo al mondo che ci vuole attivi e consumatori, ma solo con la gola tesa e la faccia stravolta, con il sorriso naturale sepolto dietro l’affanno. Ho imparato nel tempo anche a non farlo più vedere, a non esporre questa vulnerabilità, a non darla in pasto a chi non sa i tramonti che ho dentro i polmoni, e i sogni che ho condiviso con il vento. Che le mie battaglie le ho vinte a piedi scalzi sul prato.

Ospite camuffata di questa era tecnica, uso spesso tutta la forza solo per respirare. La mia pratica spirituale a volte è venire a galla dalla notte. E riuscire comunque a impastare il pane. A mettere le gocce di lavanda sui panni asciutti, per farli profumare di pace. La mia pratica spirituale è trovare dentro tutto questo dire e fare un angolo di silenzio, uno spazio dimenticato dalla mente dove possano cadere tranquille le foglie dell’autunno. Dove la pioggia possa scrosciare come una cosa giusta, da guardare dalla finestra, da scrivere con le dita sulla condensa dei vetri.

La mia pratica spirituale sono le gocce di sudore sulle guance quando mi sento sola in tutto questo andare, è vedere spuntare la luce del giorno ogni mattino, posare gli occhi su meraviglie che non avevo mai sperato. Sedermi al mio centro e godermi anche queste scene del film della vita, sapere che passeranno, come passa tutto: è sussurrarmi, quando mi vedo camminare lontano, che la luce c’è, e ritorna, ritorna sempre.