Tante piccole scintille di luce

E così è arrivato anche l’ultimo giorno milanese di questo periodo strano, e so già che mi mancheranno tante cose con cui ho cresciuto lenta amicizia e pazienza in giorni lunghi e inattesi. La gratitudine è sparsa tra le viole, che ancora regalano colori, nel respiro del balcone che non è stato mai tanto verde e di cui non avevo percepito mai così forte l’amore. E poi su tante piccole cose che, per il mio sguardo frettoloso, avevo pensato finora inanimate: invece hanno respirato con me e mi hanno tenuta viva.

Quello che sento forte a questo punto del cammino è che no, non lo possiamo fermare tutto il male, e neppure contenere tutte le lacrime del mondo nelle nostre piccole mani, o opporci con i palmi tesi ai tentacoli che questa stagione ha messo dentro la nostra vita. Però possiamo guardarlo oltre gli occhi, dove iniziano le radici, prima che fossero materia e urlo, e lì seminare un ordine nuovo, iniziando dalle piccole cose. Da tante piccole scintille di luce.

Possiamo appoggiare a caso sguardi nati dal cuore. Coltivare la gentilezza delle parole, di tutte le parole; portarci rispetto e rispettare. Andare oltre la pelle di ciò che accade e tendere una mano al dolore, prima che si faccia rabbia e inquietudine. Gioire della gioia anche quando accade a un altro. Non darla vinta alla paura e ricordarci la perfezione della vita, anche se immediatamente non la vediamo.

Non cadere per i colpi bassi di una forza oscura, ma scansarli saltando verso il cielo. Restare giusti quando tutto è sbagliato. Continuare a credere nel bene anche davanti a un’offesa. E non perdere la fiducia nella verità di fronte all’ingiustizia. Difendere l’amore davanti all’odio, la forza dell’anima davanti alla prepotenza della ragione.

Non cedere neppure con un pensiero dalla strada della luce, perché dietro quello che vediamo, dietro quello che è stato, ci sono stati prima pensieri rotti, che ora possiamo iniziare ad aggiustare. Ognuno in sé, un po’ ciascuno. Perché non è vittoria quella che con più forza aggiunge altra strada al buio,  ed è solo andando controcorrente, seminando un’energia nuova, che i semi del futuro faranno i fiori.

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Giulia

La mia più grande fortuna è stata quella di non realizzare i sogni che avevo da bambina, in un piccolo paese del Friuli: la vita ha avuto più fantasia di me. Non avrei mai pensato di studiare letteratura, poesia, teatro a Padova, Parigi, Pavia e poi di viverle con i protagonisti. La scrittura era una passione segreta ed è diventata il mio lavoro, negli ultimi undici anni per i periodici Rizzoli. Da dieci mi occupo anche di comunicazione per il teatro. Mi si trova spesso con la valigia in mano e tappetino da yoga sotto braccio: mete preferite Sud America, Africa, Sud Est asiatico dove faccio reportage sociali. Ultimamente anche in India, dove ho trovato uno dei luoghi che chiamo casa. Case sono per me posti in cui l'anima respira: tra questi ci sono sempre le mie Dolomiti, certi colli dell'Umbria e il mio divano a Milano.

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