Non ti preoccupare, ho mani abbastanza forti per raccogliere le tue lacrime. Un grembo spazioso per farti riposare. Non avere paura, è passata tanta strada da quando mi hai visto camminare. Ti ho già raggiunto di spalle, dopo aver fatto il giro della Terra: tieniti alle mie braccia tese, sono qui per te. Ho le tasche piene di parole che luccicano, da stendere al sole insieme. E poi possiamo fare una torta con i fiori di prato, cucire un nuovo vestito perché presto verrà l’estate. E fare le voci degli animali al telefono, come quando siamo lontane e non sappiamo come dire ti voglio bene.
Oggi eri piccola piccola di là dello schermo, le dita stanche di piegare pensieri, tra le labbra una fessura con gli angoli caduti. (Ma l’abbiamo disturbato il dottore? mi chiedevi). E mentre non sapevi le risposte di un dolore, dall’aiuola saliva il profumo di rose. Il profumo di domenica che passava nelle fessure, quando ero bambina. Sali, facciamo cavalluccio, ti porto sulle spalle nel futuro. Lo sai, ci siamo incontrate in tante vite, e adesso tocca a me sapere dove andare. Vieni qui, mamma, porto io questa valigia pesante. Tu stenditi pure: prova un po’ a dormire.