La preghiera della gratitudine

In questi giorni strani, ogni tanto si sente qualcuno dire… quando tutto ritornerà alla normalità… quando ripartiremo… Penso che se solo ri-cominceremo, se tutto ritornerà come prima, avremo sprecato una grande opportunità, vanificato il dolore di molti.
 
Quello che mi si fa più chiaro ogni giorno è che, riducendo il numero di interferenze nel nostro stato naturale, lo sguardo interiore si fa più acuto. Si ha di nuovo la possibilità di vedere quante cose semplici e meravigliose, di cui non sentivamo più il sapore, supportino la nostra vita. Quanto, spegnendo il mondo esteriore, si possa accendere quello intimo, dove c’è uno spazio molto più grande di quanto pensassimo per ogni cosa e per ogni situazione.
 
Ieri mi sono ritrovata ad inginocchiarmi in un moto di commozione per i frutti della terra che si offrivano al mio pranzo. Trovo ogni sera, in quell’unica stella e nel sottile sorriso della luna che spuntano dal balcone, l’intero firmamento. Ho ringraziato questa mattina il risveglio che anche oggi mi ha trovato sana, nel mio comodo letto. Ho ringraziato per tutte le voci care, da tutto il mondo, di cui sento più terso l’amore. Ho toccato il terriccio delle mie piccole piante di città come un bosco intero.
 
Dire GRAZIE tante, tante volte al giorno è diventata la mia preghiera, il dialogo con la vita. La guarigione da tutto quello che era ammalato ben prima di tutto questo.
 
Grazie, grazie e ancora grazie.

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Giulia

La mia più grande fortuna è stata quella di non realizzare i sogni che avevo da bambina, in un piccolo paese del Friuli: la vita ha avuto più fantasia di me. Non avrei mai pensato di studiare letteratura, poesia, teatro a Padova, Parigi, Pavia e poi di viverle con i protagonisti. La scrittura era una passione segreta ed è diventata il mio lavoro, negli ultimi undici anni per i periodici Rizzoli. Da dieci mi occupo anche di comunicazione per il teatro. Mi si trova spesso con la valigia in mano e tappetino da yoga sotto braccio: mete preferite Sud America, Africa, Sud Est asiatico dove faccio reportage sociali. Ultimamente anche in India, dove ho trovato uno dei luoghi che chiamo casa. Case sono per me posti in cui l'anima respira: tra questi ci sono sempre le mie Dolomiti, certi colli dell'Umbria e il mio divano a Milano.

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