Esercizi d’amore – un papavero che vuole sbocciare in questo tempo strano

Me lo sono chiesta perché questo libro abbia voluto uscire proprio in questo tempo strano. Se credessi al caso, penserei che è stata una sfortuna. Ma io non credo al caso, quindi penso che forse voleva proprio raccontare qualcosa a questo tempo. Come un messaggio di speranza e di rinascita.

Dal 21 marzo si può ordinare in numero limitato di copie dal sito www.anandaedizioni.it. Al più presto, spero, perché vorrà dire che saremo già nel mondo nuovo, in libreria. 

ASSAGGIO DAL LIBRO: 

Amore familiare

Mia madre che ride e mangia un altro dolce, buonissimo perché è arrivato dalle mie mani, dalla città. Mio padre che infila gli occhiali per non chiedermi subito quanto ti fermi, dove vai questa volta. I muri con le fotografie di quando si partiva insieme e si faceva a gara a chi contava più luci, per far scorrere l’impazienza. Intorno il profumo di abeti e la nostalgia di una nonna mal capita, di cui mi sono trovata nel cuore la poesia contadina. E lo stupore che non si esaurisce mai di essere nata proprio su queste montagne. A tavola, per il pudore antico di una terra, non si dice: ma oggi siamo stati felici. Ho le prove: ogni volta che amiamo è primavera, e lì dove appoggiamo l’amore, la vita fa i fiori. Amando siamo Dei, creiamo mondi.

 

Presente

Non sognare troppo lontano, oggi c’è abbastanza bellezza nell’azzurro del cielo, il sole è steso sui campi e la primavera è appoggiata ai rami dei meli. Non scappare con il cuore in cose già state o che non lo sono ancora. Non scrivere finali di fantasia, lascia fare alla vita. Affidati, solleva le unghie da quello che sta passando. Respira, accogli, lascia andare. Ma l’hai vista la luce nel verde dell’erba novella? Allora non spingere via l’amore con i pensieri: raccoglilo, stringilo nel pugno di quello che c’è. Intingilo nel bianco delle margherite.

 

Tenerezza per l’altro

E poi quella sensazione di tenerezza per le cose di te che ho detestato. Non le cose forti in cui sei come ogni altro: per quelle fragili in cui sei solo tu. Quei fori di vulnerabilità da cui risali con bracciate di forza, come andando controcorrente, per paura di essere visto cadere. Credo succeda questo: accogliendo le proprie ferite, si accolgono anche quelle degli altri. Si vede in trasparenza la storia umana di vittorie e di sconfitte che fanno di noi oggi quel che siamo. Il dolore da cui si dipanano l’amore o la rabbia. E si fa più chiara in queste debolezze la ragione ultima di ogni incontro: aiutarsi a crescere, prendendosi per un po’ cura l’uno dell’altro.

il video:  https://www.youtube.com/watch?v=P_HEPOAiGMM