Morbidezza

Un tempo attendevo un Grande Interlocutore. Un luogo umano esterno a me in cui ci fosse aria di casa e si potesse respirare, riposare, perché ogni parte si sarebbe sentita accolta e compresa, senza bisogno di dirsi troppo. Per fortuna ora non faccio portare a nessuno questa responsabilità o il carico di essermi traguardo.

In questo modo ho imparato ad apprezzare anche quando la vita mi mette a confronto con uno specchio di una o di alcune parti di me, senza che le altre si sentano tradite e abbandonate. E non ho il bisogno di giudicare neppure nell’altro le parti che vanno per un cammino diverso, dove non sento passare la mia strada.
La cosa bella è che così la vita ha moltiplicato le occasioni di meraviglia, e dentro è cresciuta una nuova morbidezza, una nuova capacità di amare le cose senza volerle cambiare a mio modo, semplicemente perché non le devo possedere: ma solo far scorrere dentro i giorni che restano ben tenuti al mio centro interiore.
Qualcosa così credo sia la libertà che dobbiamo dare a noi stessi, per concederla anche a tutti gli altri.

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