direzione Paradiso

/Note a margine di una giornata che ce l’ha messa tutta per coprirsi di nuvole, ma in cui hanno vinto arcobaleni e sole/
E quando intorno a te ci sono ovunque lamenti e accuse, resisti, non cedere alle parole più facili solo per sentirti uguale: resta impudicamente luminoso, butta lì una ragione di felicità, una cosa almeno per cui si potrebbe migliorare in prima persona anziché fissare i torti altrui.
Quando resti al muro di risposte che non arrivano, di amori che non ricambiano, di vicinanze che si allontanano proprio quando ne avresti più bisogno: alza le spalle e volta la schiena, al tiro alla fune di chi è più forte puoi vincere semplicemente lasciando cadere il tuo capo della corda e facendo un grande salto in direzione libertà. L’azione giusta è quella sostenuta dall’universo, continui ostacoli raccontano strade errate o finite.
Quando senti che sei così cambiato che non reggi più il mondo che non cambia: prima di fare le valigie verso nowhere, vedi se nelle tue tasche trovi ancora qualche stella, se puoi contribuire a portare avanti anche di un solo piccolo passo chi ti sta vicino: è da lì e da ognuno che inizia la marcia che trasforma il mondo.
Quando tutti vanno dove possono essere visti meglio, tu vai dove sei felice di stare, e fidati: è lì che ci sono tutte le cose vere per te, e non hanno pronomi o foto di faccia, basta a loro la verità.
E questa è una meta che richiede una spina dorsale dritta e fatta di luce, il coraggio di pulire dentro di sé quello che si vorrebbe cambiare negli altri, la fiducia che tutto quello che arriva è fatto e serve proprio a te e va accolto e ringraziato.
Così, oggi, dal buio sono arrivata in Paradiso.

Prove di futuro

Oggi ho ritrovato un appunto scritto qualche mese fa: conteneva un proposito che ora sarebbe tempo di mantenere. Ricordo perfettamente lo stato d’animo con cui lo scrivevo: avevo sbattuto alquanto le ali, orizzonti infiniti di libertà erano dentro gli occhi, e nel cuore, ero certa, l’autunno non avrebbe mai più portato paura e indolenza.

Quando l’ho letto invece mi sono spaventata, mi è sembrata una cosa così matta, che mi sono chiesta come avessi mai potuto anche solo pensarla. Poi ho cercato piano piano di pulire il tempo e la terra che avevano coperto quella me spavalda e sono indietreggiata fino al quella soglia luminosa piena di possibilità, in cui lo sguardo pareva lunghissimo ed era così chiaro ciò che era bene fare e ciò che era bene non fare più.

Ora, non ha importanza chi in me vincerà, quello che ho veramente di nuovo imparato è che c’è dentro di noi, e appare in alcuni istanti splendente come una giornata felice, ciò che potremmo e dovremmo fare, e quello che allontana da questa perfezione è la paura di uscire dal disegno delle cose che già conosciamo, che ci hanno detto che è giusto fare.

Così, dopo ogni vero istante di libertà, cioè in cui abbiamo incontrato davvero chi siamo, ci illudiamo che solo per un breve tempo ritorniamo ad un buonsenso del fare, giusto quel che serve per non far accorgere il mondo. Invece, appena appoggiamo i pensieri di nuovo a questa catena di rassicurazioni, dove ad ogni cosa finita segue una nuova cosa da fare e poi ancora un’altra ragione per farne ancora un’altra, da qui non ci spostiamo più.

E così si procede in giorni di un tempo provvisorio, di cui annunciamo ogni tanto la fine, che dura per tutta la vita. Perciò voglio provare a sgranchire di nuovo le ali, lo ricordo bene: c’è tanto cielo da respirare fuori dai piccoli pensieri.

Pratiche di realtà per l’anima

Da un po’ mi capita di cercare per tutto il giorno qualcosa che mi assomigli. Il rientro a Milano è stato come un oblio di tutto quello che mi pareva chiaro e al sole, nei mesi in cui ho dissetato l’anima sotto la grande quercia. Come una brava scolaretta, mi sono rimessa nell’imperativo del fare, del fare presto e bene, del fare tanto. Mi sono rimessa addosso la mia casetta piena di legno e di bianco, come un elmetto per proteggermi da tutto quello che fuori fa troppo rumore, e dai pensieri affollati che sbattono dalle stanze vicine ed entrano nel sonno, spezzandolo.

Lo so, non sono mai stata completamente della misura della realtà. Posso mandare avanti il mio ologramma, rispondere a modo, apparire ai riti dove bisogna esserci, dare un contributo al mondo che ci vuole attivi e consumatori, ma solo con la gola tesa e la faccia stravolta, con il sorriso naturale sepolto dietro l’affanno. Ho imparato nel tempo anche a non farlo più vedere, a non esporre questa vulnerabilità, a non darla in pasto a chi non sa i tramonti che ho dentro i polmoni, e i sogni che ho condiviso con il vento. Che le mie battaglie le ho vinte a piedi scalzi sul prato.

Ospite camuffata di questa era tecnica, uso spesso tutta la forza solo per respirare. La mia pratica spirituale a volte è venire a galla dalla notte. E riuscire comunque a impastare il pane. A mettere le gocce di lavanda sui panni asciutti, per farli profumare di pace. La mia pratica spirituale è trovare dentro tutto questo dire e fare un angolo di silenzio, uno spazio dimenticato dalla mente dove possano cadere tranquille le foglie dell’autunno. Dove la pioggia possa scrosciare come una cosa giusta, da guardare dalla finestra, da scrivere con le dita sulla condensa dei vetri.

La mia pratica spirituale sono le gocce di sudore sulle guance quando mi sento sola in tutto questo andare, è vedere spuntare la luce del giorno ogni mattino, posare gli occhi su meraviglie che non avevo mai sperato. Sedermi al mio centro e godermi anche queste scene del film della vita, sapere che passeranno, come passa tutto: è sussurrarmi, quando mi vedo camminare lontano, che la luce c’è, e ritorna, ritorna sempre.

INNER YOGA, 3 workshop per farti del bene

Una posizione di yoga ha sempre due aspetti: uno attivo, uno passivo o ricettivo. Da un lato attiviamo l’asana per indirizzare l’energia in una certa direzione, dall’altro ci apriamo per percepire cosa si sta trasformando dentro di noi, e per ricevere gli effetti dell’azione. Una parte maschile, potremmo dire, e una più femminile. Una più Yang, una più Yin, come si direbbe spostandosi un po’ più a Oriente dell’India. In Occidente siamo molto propensi alla parte attiva, meno a quella passiva: che pure è il vero momento in cui quello che di noi deve emergere alla consapevolezza può affiorare.

Personalmente sono sempre stata una persona molto attiva, tuttavia, negli ultimi anni, e poi in particolare durante il lockdown, ho sentito  l’esigenza di andare più nel profondo. Di imparare dalla staticità e dalla calma: sia per dare più spessore alla mie pratiche di yoga, sia per progredire nella meditazione. Ho iniziato a preparare il mio corpo agli asana con tecniche di miodistensione dello Yin yoga, e a studiare con un bravissimo insegnante tecniche antiche di Yoga Nidra, o yoga del sonno per entrare poi in nuove dimensioni nella meditazione. I risultati sono stati ottimi, e ora vorrei condividerli.

L’autunno d’altro canto è la stagione Yin per eccellenza, in cui la natura si ritira al proprio centro, per avere nuovo vigore alla prossima fioritura. 

Ecco come nasce questa serie di 3 workshop, in cui propongo ogni volta una pratica di Yin Yoga di un’ora + un rilassamento profondo di Yoga Nidra di mezz’ora e poi pranayama e l’espansione finale in una breve meditazione. Un tempo tutto da dedicare a te stesso! In più i tre appuntamenti tracciano un percorso:

1 – osservazione di sé: CONSAPEVOLEZZA 10 ottobre
2 – cose pronte a cambiare: TRASFORMAZIONE 17 ottobre
3 – preparare i semi per il futuro: INTENZIONE (e uso del Sankalpa) 24 ottobre

Puoi farle tutte e tre o scegliere quella che è più adatta a te in questo momento. Le pratiche si terranno su Zoom dalle 10.00 alle 12.00 del mattino (sono 3 sabati) e sarà poi disponibile il file per la differita.

PER CHI SONO QUESTE PRATICHE: sono perfette per chi in questo momento si sente irrequieto, fuori centro, o confuso e non riesce a prendere una decisione, per chi ha tensioni fisiche, problemi di insonnia, per chi si sente rigido, ma anche per chi si sente flessibile ma vuole trovare nuovi spazi dentro il proprio corpo. Possono praticare anche donne in gravidanza, solo con l’utilizzo di alcune accortezze e varianti nelle posizioni a pancia ingiù.

BENEFICI e INDICAZIONI: le pratiche di Yin Yoga, diversamente da quelle più “Yang”, lavorano non tanto sui muscoli, che vorremo avere ben rilassati, ma sul tessuto connettivo (legamenti, tendini, fascia) e osseo, e sono molto salutari per rivitalizzarlo e portare via tensioni e dolori. Solo sono sconsigliate a chi abbia problemi cronici proprio a questo tessuto. Le pratiche di yoga Nidra non hanno invece nessuna controindicazione, e sono un viaggio veramente profondo verso nuove dimensioni. Ma di tutto questo parleremo a lezione più nel dettaglio.

COSA SERVE: saranno utili alcuni supporti per raggiungere il rilassamento nella posizione e per vivere l’esperienza con rispetto per il proprio corpo, fino al giusto limite. Consigliati sono, oltre al materassino, un mattoncino (va bene anche un libro spesso), un cuscino da yoga, un bolster (ma va bene anche un guanciale), e una copertina o uno scialle caldo.

COSTI E ISCRIZIONI: il costo di tutto il percorso è di 39 euro, oppure 15 euro a pratica se le prendi singolarmente. Se vuoi fare anche tu questo viaggio nella tua dimensione interiore, puoi iscriverti facendo un bonifico all’IBAN IT16S0335901600100000156859 della ASD Yogananda’s Angel, e poi inviando copia a giulia.castellazzi@gmail.com, in cc giulia.calligaro@fastwebnet.it per la ricevuta. Riceverai i link Zoom e i file via mail.

Iniziamo l’autunno insieme. Vi aspetto!

Before the beginning

Nearby is the land they call life,
you will know it by its intensity.
Rainer Maria Rilke

Qualche volta si conosce già il finale delle cose che iniziano, eppure bisogna pazientare che la vita faccia tutti i suoi passi, e che chi deve essere informato lo sia, che sta per iniziare il viaggio. In certi istanti numinosi si apre una luce dentro la vita, è come se tutto venisse elevato e reso chiaro, tutti i nodi e le cose  che impigliano rivelassero improvvisa piccolezza davanti allo sguardo fatto potente.

Mi prende una così grande fame di poesia certi giorni: è il luogo in cui trovo sempre riparo, quando non so più dove sia casa, quando cerco una famiglia tirando solo i fili del cuore. Mi sembra così strano di essermi fatta dare a lungo scacco dalle cose meccaniche dell’esistere, dai numeri e da tutte quelle catene che rendono stretto il respiro. Mi sono incontrata oggi per la prima volta.

Oltre le parole dette un giorno da persone a caso, per caso entrate nella mia vita, per disegni beffardi del destino. Parole a cui ho creduto, che ho fatto diventare pensieri e poi realtà e verdetti da cui non riuscivo più ad uscire. Si sono spezzati gli incantesimi, mi sono trovata fuori da tante prigioni, ho visto le cose grandi che non ho ancora fatto. Ho iniziato a piegare quello che serve per il resto della mia vita.

Ho salutato la straniera che guardava allo specchio, un volto di me rimasto ghiacciato in vecchie fotografie, con il sorriso teso e la paura di non bastare, la paura di parole pesanti che non capivo. Di là del telefono cercano ancora di trattenermi con le solite scuse. Preparo piano le valigie, metto insieme bellezza e terrore: ho accolto tutto di me, mi prendo per mano, attraverso la notte che resta. Se la luce  non è un abbaglio, è l’inizio di un giorno nuovo.

Domande/Risposte

Ci sono domande alle quali non bisogna aggiungere sforzo per trovare risposte, e neppure porle a coloro che crediamo che le abbiano già trovate: alcune domande richiedono solo di fare qualche passo indietro, verso il silenzio. Di arretrare finché le vediamo scritte a caratteri piccoli, lettere leggere mosse dal vento, che non pesano più sulla giornata. Da quella distanza soltanto comprendi che non le stai facendo a te stessa, ma alla vita, e che se non preferisci nessuna risposta, sarà bella e giusta quella che farà maturare il tempo, mentre vivi.

RICOMINCIAMO!

Nei mesi scorsi molti hanno scoperto il valore dello yoga: in mezzo alle incertezze è rimasto come un albero maestro a cui ci si può tenere sempre, perché conduce a sicurezze che non dipendono dalle circostanze esterne ma hanno le radici dentro di noi. Personalmente, è stato un vero banco di prova: mentre tutto il resto tremava, la pratica e il viaggio interiore brillavano e mi davano la forza di guardare in faccia ogni cosa, di trovare in ogni situazione qualcosa da imparare. Fino a sentir sbocciare dentro una certezza mai apparsa così nitida prima: “A questo voglio offrire la mia vita”.

Eccomi dunque, dopo i tempi in cui abbiamo trovato e improvvisato tutti i modi possibili per stare insieme, un po’ più organizzata e con nuovi passi fatti sul sentiero che ora sono pronta a condividere: di nuovo in presenza con gli allievi milanesi, ma anche con tutta la comunità online che si è via via unita al viaggio.

Ho pensato molto a quale fosse la soluzione che potesse soddisfare tutti, in presenza e online, i nuovi arrivati e chi volesse fare passi avanti, e anche chi desiderasse fare approfondimenti diversi. Alla fine ho deciso di proporre tre livelli di pratica, che saranno riassunti in un’immagine un più sotto in questo blog.

Lo stile resta quello dell’Ananda yoga, uno stile di hatha yoga originario, e che dunque porta dagli asana alla meditazione, secondo gli insegnamenti del grande Maestro indiano Paramhansa Yogananda, autore di Autobiografia di uno Yogi. Il riscaldamento a volte potrà essere più dinamico, oppure ci saranno pratiche completamente rilassanti come viaggi interiori nel corpo e oltre il corpo, e lo spiegherò andando avanti.

Per ordine, ci saranno QUESTE PRATICHE:

1 – PRATICHE DAL VIVO a Rovereto House and Lab, via Rovereto 10 Milano (MM Rovereto). Ritornano le pratiche in presenza, saranno nella sala sotto al nostro solito spazio, capienza con le regole vigenti di 13 persone. Ci sarà l’obbligo di portare il proprio tappetino e cuscino, di indossare la mascherina fino al momento in cui si inizia a praticare, di arrivare già cambiati, di prenotare con l’iscrizione la propria presenza e di firmare ogni volta l’autocertificazione. Gli orari sono quelli riportati nella tabella sotto: il doppio turno del mercoledì resta solo se la sera sarà pieno. Qui qualche info sulle pratiche:

  • lunedì 13.00 – 14.30 ci sarà la pratica di Ananda yoga con focus sulla costruzione degli asana, e ogni volta, dentro alla pratica che sarà sempre completa dal riscaldamento alla meditazione, su un asana in particolare.
  • martedì 7.00 – 8.15 ci troviamo come veri yogi il mattino per fare gli Esercizi di Ricarica, una nota specifica dell’Ananda Yoga per fare colazione di prana, e meditazione guidata.
  • mercoledì 19.45 (inizio ore 20.00) – 21.30 pratica completa di Ananda yoga che sarà sempre ispirata da una pillola di filosofia. In queste prime 10 lezioni analizzeremo e praticheremo gli Yama e Niyama di Patanjali: il decalogo dello yoga che collega la pratica sul tappetino e la trasformazione della nostra vita attraverso la pratica.
  • Se questa lezione è piena, ci sarà anche il turno 18.15 – 19.30

2 – PRATICHE ONLINE: Le pratiche del lunedì 13.00 – 14.30 e il turno di mercoledì 20.00 – 21.30  saranno trasmesse anche ONLINE nel gruppo Facebook “YogAnanda Angels pratiche online”, a cui si potrà accedere dopo aver fatto l’iscrizione ai corsi. Questa possibilità è in particolare rivolta a chi è lontano, così sarà come essere con noi, ma chi pratica dal vivo può approfittare del gruppo online per fare una seconda pratica o per ripetere una lezione (le lezioni si possono comodamente fare in differita e saranno disponibili fino a fine dicembre).

3 – PRATICHE ZOOM: mi tengo i sabati (si inizia in ottobre e vi racconterò poi meglio il percorso) per fare dei workshop particolari, a cominciare da una serie di tre incontri che ho chiamato INNER YOGA e che comprendono Yin Yoga + Pranayama + Yoga Nidra + Meditazione finale, che ho esplorato per me e che hanno reso molto più profonda la mia pratica.

A CHI SONO RIVOLTI QUESTI CORSI: a tutti, principianti e praticanti, poiché saranno sempre date delle varianti, sicuramente a tutti coloro che hanno scelto di accendere la propria luce interiore.

COSA IMPARERAI: i principali asana, a lavorare con l’energia, a scoprire i tuoi potenziali interiori, tecniche di respiro e di concentrazione per intraprendere la meditazione, con benefici per corpo, mente e anima. Elementi di filosofia yogica.

COSTI E COME ISCRIVERSI:  

Per i praticanti in presenza, l’iscrizione sarà fatta alla prima lezione, il pacchetto sarà intanto per cautela fino a fine novembre, per 10 lezioni di mercoledì, 9 lunedì e martedì (in mezzo c’è una festività), il costo di ogni lezione nel pacchetto sarà di 10 euro, tranne il mercoledì turno delle 19.45 che sarà di 12: i pacchetti saranno dunque da 90 euro (lunedì e martedì), 100 euro (mercoledì primo turno) e 120 euro (mercoledì secondo turno) per una lezione settimanale. Le lezioni singole costano 12/15 euro e sono possibili solo se c’è posto e su prenotazione. La frequentazione richiede tessera associativa alla ASD YogAnanda Angels del costo di 16 euro per 12 mesi di validità (chi l’ha fatta a gennaio è ancora valida). Chi segue due corsi di yoga, ha l’accesso gratis al gruppo online. Chi ne fa 1, può accedere con 20 euro al mese, 50 euro fino dicembre. Le info sono condivise nel gruppo Facebook YogAnanda Angels pratiche No.Lo.

Per i praticanti online: le lezioni proseguono fino al 16 dicembre, per 24 lezioni in tutto, 12 settimane (salta la prima settimana di dicembre poiché io avrò un corso di formazione), al costo di 110 euro (anziché 120 euro), o di due rate da 60 euro. Da versare con bonifico al conto della ASD YogAnanda Angels con IBAN IT16S0335901600100000156859. In seguito al versamento scrivete a giulia.castellazzi@gmail.com, la segreteria dei corsi, per la ricevuta del pagamento ed entrate nel gruppo Facebook YogAnanda Angels pratiche online. Anche questo corso richiede tessera associativa (se non avete altra tessera Csen) per copertura assicurativa.

Per i workshop Zoom farò un post apposito a breve.

Credo di avervi detto tutto, e sono felice di questo NUOVO INIZIO!

ah no, importante: QUANDO INIZIAMO? Prestissimo: lunedì 21 settembre!

Per altre info, scrivetemi a giulia.calligaro@fastwebnet.it

Shraddha Giulia Calligaro – Istruttore di Ananda yoga certificato 420 ore, autrice, ricercatrice spirituale. Friulana, vive a Milano da quasi vent’anni, pratica yoga da 15, è kriyaban, secondo la tradizione di Mahavatar Babaji e Paramhansa Yogananda. Si ricarica spesso ad Ananda, in una casa sopra i colli di Assisi. Ogni anno fa viaggi spirituali e di aggiornamento in India. Ha scritto i libri di yoga e poesia Esercizi di felicità ed Esercizi d’amore.

 

 

 

 

 

Un nuovo inizio

10 domande a… Yoga Journal settembre 2020

Arrivano presto i nuovi corsi!

Se c’è una cosa di cui sono molto grata in questo periodo è che le priorità mi appaiono più chiare e non vogliono più essere rimandate. Cerco la Verità da quando ero piccolissima, è vero: ed è la cosa su cui ho costruito la mia vita, cercando di avere sempre spazi di respiro per far crescere le ali. Però sempre dentro c’era anche la vocina: “Ma non ti puoi permettere di fare solo questo…”. SOLO questo? Ma è un lavoro immenso… Eppure la vocina era sempre lì e faceva rimandare tante decisioni, mi faceva tenere tante porte aperte perché non si sa mai…

Ecco, ora ho preso una decisione. Voglio offrire tutta la mia vita a ciò che per me conta davvero: il viaggio interiore per andare nel profondo del mio vero Sé e per spremere luce anche fuori. Quale atto di pace e dichiarazione di felicità più grande si potrebbero fare? Gli asana, la meditazione, la scrittura, la filosofia yogica, il cibo vitale e sano… tutti questi sono stati da sempre i passi del mio viaggio. Proprio in questi mesi mi sono guardata indietro e alla fine ho visto che si tratta solo di constatare che questa è la mi vita ed è la cosa che posso portare nel mondo.

Perciò, sono di nuovo pronta a condividere la sincerità (direi la necessità) con cui sto facendo questo percorso per me, anche con molti altri e proporre nuovi corsi: coniugando quelle che sono i modi in cui questa luce si manifesta in me. L’Ananda yoga, ovvero lo yoga secondo gli insegnamenti di Paramhansa Yogananda, la scrittura usata come uno scalpello interiore per scavare nell’oscurità fino alla luce, la meditazione, le scritture dei Maestri, le tecniche di affermazioni, ricarica, guarigione. Nuovi profondi percorsi di rilassamento e di guarigione di antiche tensioni e ferite. Per portare a galla l’Amore e la Gioia cdell’anima.

I corsi saranno sia in presenza a Milano (area NoLo, M Rovereto al più presto i dettagli), sia Facebook Live, sia workshop e incontri speciali su Zoom. Le informazioni saranno aggiornate in questo sito (in aggiornamento per dare accanto alla mia scrittura tutte informazioni yoga in una sezione apposita) e sulla pagina Facebook e account IG YogaAnanda Angels. Vi aspetto! Segnate intanto lezione di prova online 19 settembre, al più presto i dettagli.

 

 

Completezza (sull’amore).

Un amico ieri mi raccontava dei suoi dolori d’amore. E a un certo punto mi dice queste parole: “Tu da sola sei già una coppia, non vedo che ti manchi nulla“. Questa osservazione, arrivata da uno sguardo esterno, mi ha molto colpito. Non mi ero neppure accorta di quanta strada fosse passata dai tempi in cui mi struggevo per attendere una chiamata, una parola, una persona: ma è proprio così, non mi manca più nulla.

E questo non significa che ci sia una superiorità nello stare soli, e in fondo non lo sono quasi mai, ma che è tutto cambiato da quando con le persone che incontro ci si affianca come due completezze, che per un po’ fanno un pezzo di strada insieme, o per sempre, ma non perché non stanno in piedi senza il supporto dell’altro: per raddoppiare la forza, l’intensità con cui si cerca e si spreme la luce, la voglia di verità.

Cercavo, dunque, di raccontargli come era stato per me, per aiutarlo: e gli dicevo che in questo mio stare bene, non c’era per nulla meno amore, anzi che era cresciuto, sempre di più. Ma che era diventato progressivamente un altro amore, un amore che non aveva nulla a che fare con i benefici personali che si traggono legando a sé una persona: è ora un sentire più profondo, che vede il destino di anime, di cui la cosa che conta di più è che possano fiorire, liberamente.

Sì, liberamente. La libertà è inscindibile dall’amore: e questo significa mettere davanti la verità al possesso, all’attaccamento, alla gelosia, alla paura di essere abbandonati, traditi, di ritrovarsi soli. Tutto questo non può accadere quando l’amore raggiunge l’anima. Lì non si perde mai nessuno. E finché l’amore può rovesciarsi nel suo opposto, in odio, in tormento, in vendette, allora non è amore, è un’altra cosa, che sta sull’epidermide del cuore.

Il vero amore non ha opposti, da questo lo riconosci. E non è per nulla legato al cammino che fanno i corpi: quelli si possono trovare, perdere, persino non vedere più, ma il destino di due anime legate non lo può spezzare nessuno, e travalica la morte, si rincorre per l’eternità, finché il cammino sarà perfetto, finché tutti i nodi saranno sciolti e si sarà completamente liberi, cioè completamente capaci d’amore.

Questo è crescere insieme, camminare dentro il destino e non chiedere a ciò che deve essere di consolare le nostre ferite. “Ma come fai ad essere così?”, a questo punto mi ha chiesto ancora l’amico. Sono così perché ho sofferto molto ma non ho mollato mai la fiducia nella luce, perché ho fatto di ogni persona un maestro, un minatore nei canali del mio cuore: finché sono stati completamente aperti, affinché la vita ci possa passare, portare ciò che è mio, portare via ciò che è finito, lasciando scorrere l’amore.