qualcosa su di me

con la luce dell’India

La mia più grande fortuna è stata quella di non realizzare i sogni che avevo da bambina, in un piccolo paese del Friuli: la vita ha avuto molta più fantasia di me. Non avrei mai pensato di studiare letteratura, poesia, teatro a Padova, Parigi, Pavia e poi di viverle con i protagonisti. La scrittura era  una passione segreta ed è diventata il mio lavoro, negli ultimi undici anni per i periodici Rizzoli. Da dieci mi occupo anche di comunicazione per il teatro. Mi si trova spesso con la valigia in mano e tappetino da yoga sotto braccio: mete preferite Sud America, Africa, Sud Est asiatico dove faccio reportage sociali. Ultimamente anche in India, dove ho trovato uno dei luoghi che chiamo casa. Case sono per me posti in cui l’anima respira: tra questi ci sono sempre le mie Dolomiti, certi colli dell’Umbria e il mio divano a Milano, dove risiedo provvisoriamente da 15 anni. Non ho passatempi, ma tante diverse linfe che irrorano il tempo, e lo fanno convergere verso la cosa che più di tutte mi interessa: mettere in fila momenti veri, cucire a poco a poco una strada che alla fine si possa dire ‘mia’. Quella per cui sono scesa qui, anche se ogni tanto ho nostalgie celesti profondissime. Tra le cose che non mi deludono mai ci sono gli alberi poco prima di mettere nuove gemme, i cani l’istante preciso in cui iniziano a fidarsi di te, i fiori di maggio, certi cieli sopra le mie montagne all’inizio della primavera e alla fine dell’estate, i frammenti di vita in cui sono completamente di altri mondi, aprire una pagina a caso dei Diari di Etty Hillesum. A volte provo una gioia così profonda che non ho potuto che chiamarla ‘Dio’. Dopo averlo cercato, disperatamente, tra le pagine dei grandi mistici, con un bus che girava per la Turchia fino alla città dei Sufi, tra le Ande a caccia di sciamani, e ancora ogni giorno con tutti tre gli occhi rivolti alla luce, mi sono accorta infatti che era vicinissimo: in ogni fiore, nel gelato che si scioglie mentre rido, nella voce di mia madre che mi chiama dal Friuli al mattino e mi chiede ‘come sto’, per non dire ‘mi manchi’. E’ stato in questo modo, non per caso, che sono arrivata alla comunità di Ananda ad Assisi e ad una casetta di legno che per me è la più bella al mondo, dove studio yoga, mi disintossico dalla città tra le margherite e il tarassaco, ma soprattutto dove ho trovato gli insegnamenti di un grande Maestro: si chiama Parmahansa Yogananda, e mi ama così come sono. Ora sto iniziando anche io a farlo.

Paramhansa Yogananda