Himalaya 1 – Rudraprayag

Dhari Devi temple, Srinagar

Tappa 1  – Rishikesh – Srinagar – Rudraprayag

Sono distesa di fronte a un sogno, un sogno che sognavo da tanto: la scoperta dell’Himalaya. E ora è lì, fuori dalla finestra, a lato del canto dei grilli, con i suoi primi denti appuntiti, ricchi del verde di un’intensa stagione delle piogge, che oggi alla fine ha dato tregua. Un po’ al giorno svelerà le sue forme, i suoi segreti. Le ragioni per cui dovevo venire e doveva essere adesso, al di là di ogni buon senso, delle strade ancora cariche di roccia scivolata dalle vette, degli impegni che premevano, finché ancora avevano la forza di dirmi che erano la voce più forte che avrei dovuto ascoltare. Ora, da qui, non ha più potere.

Rudraprayag – vista

Questo è un viaggio in avanti che riporta indietro, alla sorgente, alle origini, a quello che non so più di sapere. Alle risposte a domande che ancora non sono nate. Alle verità che sono in me e che non sto ancora vivendo. E va vissuto con un diario bianco, per lasciare che sia la vita, quello che vuole arrivare e mi vuole parlare, a riempirlo. Per ora so solo che ogni tanto riesco a slacciare i legacci dei pensieri, ad uscire dalla lente che appoggiano sulle cose, dalle trame con cui ci legano agli eventi, alle persone, e imprigionano il manifestarsi di ciò che è veramente vivo e terso in noi.

on the road

E fuori da questa gabbia, che finora ho chiamato vita, l’amore è un’incandescenza di cui riesco per qualche istante a vedere la luce, a sentirne il fluire in ogni cosa direttamente dalla fonte. Ad intuire che solo finché l’altro è l’altro, devi amarlo con un ponte che copre una distanza: poi semplicemente diventa una parte di te. In quei momenti posso solo pregare, più di ogni altra azione certa, di poter meritare di esserne un giorno un canale. Poi, con il cuore stordito di gratitudine, mi stendo e galleggio sul tempo.

 

 

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Giulia

La mia più grande fortuna è stata quella di non realizzare i sogni che avevo da bambina, in un piccolo paese del Friuli: la vita ha avuto più fantasia di me. Non avrei mai pensato di studiare letteratura, poesia, teatro a Padova, Parigi, Pavia e poi di viverle con i protagonisti. La scrittura era una passione segreta ed è diventata il mio lavoro, negli ultimi undici anni per i periodici Rizzoli. Da dieci mi occupo anche di comunicazione per il teatro. Mi si trova spesso con la valigia in mano e tappetino da yoga sotto braccio: mete preferite Sud America, Africa, Sud Est asiatico dove faccio reportage sociali. Ultimamente anche in India, dove ho trovato uno dei luoghi che chiamo casa. Case sono per me posti in cui l'anima respira: tra questi ci sono sempre le mie Dolomiti, certi colli dell'Umbria e il mio divano a Milano.

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