La vacanza nella parte migliore di te

ombra e (è) luce

Fino ad una settimana fa avevo accumulato così tanta velocità, così tanta intensità che ho pensato di non poterle più contenere. E mi dicevo: quando tutto questo fare sarà finito, potrò finalmente riposare, essere di nuovo me. Quando sarà finito il continuo senso di allarme che arriva dal telefono, dalle email e dagli incontri, sarò finalmente libera di sentire la mia vera musica interiore e tutto quello che di me ora non riesco più a vedere potrà di nuovo venire a galla e splendere.

Poi, il tempo del riposo è arrivato, ma il corpo era rimasto teso, la mente veloce. Quando mi sarò data il tempo per rilassarmi e per calmare i pensieri, sarò nuovamente quella che attendo da tempo di ritornare, mi sono ripetuta. Invece sui colli, dove mi sono ritirata, c’era un caldo bruciante, e c’erano gli insetti che arrivano con il caldo, gli animali in allerta, e ancora molti amici con delle spine nel cuore che cercavano un luogo dove appoggiarsi. Forse tra qualche giorno questo passerà, mi sono detta ancora: e allora sentirò finalmente di nuovo la pace, l’armonia in ogni cosa.

Oggi, infine, mi sono svegliata con una convinzione diversa: in questo modo non sarebbe mai arrivata la pace, e la vera vacanza non significa escludere. Non significa ritrarsi così tanto dentro le proprie fessure da non sentire più ciò che è altro da te. Come non è silenzio quello che non vuole più comprendere ciò che è reale. Piuttosto bisognerebbe approfittare di questi momenti di sospensione per espandersi, per salire in piani più alti di sé. Per prendere degli impegni più elevati e più veri con il mondo. Per servire la Vita quando ci si presta ad altri, e per servire gli altri quando si contempla la Vita.

La vera vacanza è includere, è sospendere il proprio rimuginio interiore, e tutto ciò che ti chiude a chiave dentro la scatola della tua visione piccola, per accorgerti nuovamente dell’immensità. Del palpitare di un’unica natura dentro ognuno e dentro ogni cosa, e questo è già abbastanza per amare e per sentirsi parte della stessa avventura. Ognuno con una pelle diversa cresciuta intorno a questa profondità, dove accadono cose accidentali che quando ci perdiamo, o siamo troppo stanchi, chiamiamo vita.

Ecco, se arrivi lì, sei davvero al riparo da ogni fatica, perché quello che prima era fare diventa un infinito scambio di amore.

 

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Giulia

La mia più grande fortuna è stata quella di non realizzare i sogni che avevo da bambina, in un piccolo paese del Friuli: la vita ha avuto più fantasia di me. Non avrei mai pensato di studiare letteratura, poesia, teatro a Padova, Parigi, Pavia e poi di viverle con i protagonisti. La scrittura era una passione segreta ed è diventata il mio lavoro, negli ultimi undici anni per i periodici Rizzoli. Da dieci mi occupo anche di comunicazione per il teatro. Mi si trova spesso con la valigia in mano e tappetino da yoga sotto braccio: mete preferite Sud America, Africa, Sud Est asiatico dove faccio reportage sociali. Ultimamente anche in India, dove ho trovato uno dei luoghi che chiamo casa. Case sono per me posti in cui l'anima respira: tra questi ci sono sempre le mie Dolomiti, certi colli dell'Umbria e il mio divano a Milano.

2 thoughts on “La vacanza nella parte migliore di te”

  1. La parte in cui dici che la vacanza è includere e non ritirarsi l’ho sperimentata la scorsa settimana, senza averlo previsto. Ero in viaggio e mi sono spontaneamente aperta all’esperienza, che è stata anche faticosa e dolorosa (ho avuto un torcicollo mai sperimentato), ma l’ho vissuta fluendo e apprezzando senza sforzo qualsiasi cosa, aspettandomi meraviglia e trovandola a ogni angolo. Non mi sono mai chiesta come occupare il tempo, quando invece la noia è sempre stato il mio tarlo. Ora sono tornata e fatico, sia a capire come ho fatto a entrare in quello stato d’animo inaspettato, sia a riportarlo nella mia vita a casa. Il tuo post, come sempre accade, è arrivato al momento giusto. Silvia

    1. Grazie Silvia, capisco di cosa parli. All’inizio compare così, inaspettatamente, ma poi torna e dura sempre più quel sentire.

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