Himalaya 1 – Rudraprayag

Dhari Devi temple, Srinagar

Tappa 1  – Rishikesh – Srinagar – Rudraprayag

Sono distesa di fronte a un sogno, un sogno che sognavo da tanto: la scoperta dell’Himalaya. E ora è lì, fuori dalla finestra, a lato del canto dei grilli, con i suoi primi denti appuntiti, ricchi del verde di un’intensa stagione delle piogge, che oggi alla fine ha dato tregua. Un po’ al giorno svelerà le sue forme, i suoi segreti. Le ragioni per cui dovevo venire e doveva essere adesso, al di là di ogni buon senso, delle strade ancora cariche di roccia scivolata dalle vette, degli impegni che premevano, finché ancora avevano la forza di dirmi che erano la voce più forte che avrei dovuto ascoltare. Ora, da qui, non ha più potere.

Rudraprayag – vista

Questo è un viaggio in avanti che riporta indietro, alla sorgente, alle origini, a quello che non so più di sapere. Alle risposte a domande che ancora non sono nate. Alle verità che sono in me e che non sto ancora vivendo. E va vissuto con un diario bianco, per lasciare che sia la vita, quello che vuole arrivare e mi vuole parlare, a riempirlo. Per ora so solo che ogni tanto riesco a slacciare i legacci dei pensieri, ad uscire dalla lente che appoggiano sulle cose, dalle trame con cui ci legano agli eventi, alle persone, e imprigionano il manifestarsi di ciò che è veramente vivo e terso in noi.

on the road

E fuori da questa gabbia, che finora ho chiamato vita, l’amore è un’incandescenza di cui riesco per qualche istante a vedere la luce, a sentirne il fluire in ogni cosa direttamente dalla fonte. Ad intuire che solo finché l’altro è l’altro, devi amarlo con un ponte che copre una distanza: poi semplicemente diventa una parte di te. In quei momenti posso solo pregare, più di ogni altra azione certa, di poter meritare di esserne un giorno un canale. Poi, con il cuore stordito di gratitudine, mi stendo e galleggio sul tempo.

 

 

Amore in silenzio

luce-buio

Oggi all’improvviso, mentre attraversavo un nuovo tramonto, mi è stato chiaro: l’amore è sopravvissuto al silenzio, ed è sopravvissuto anche a tutte quelle cose in cui sei come mi faceva paura saperti. D’altro canto dovrebbe sempre fare così l’amore, se non è un appoggio in cui ci siamo illusi di far terminare la corsa, la nostra ricerca della felicità. Dovrebbe legare anime, profondità, e lasciare libere le superfici di espandersi, di sbagliare, di cercare la strada di casa.

E così, in questo non saperci, non ci siamo persi: è proprio questa la prova per capire se siamo stati crescita l’uno per l’altra. Se riusciremo a salvare quello che conta, a pregare per il bene dell’altro, senza chiedere nulla. Ora, quando ti penso, non penso più il futuro, che faccia faremo la prossima volta: penso a te che sei felice, e non desidero altro. Poi, capiterà anche di incontrarsi, capita sempre quando c’è da finire di scrivere una storia, ma non è importante questo. E’ importante che abbiamo saltato il muro, che siamo arrivati qui, a sostenerci in questo vuoto di noi, a tenere sempre un angolo di bene, senza il bisogno di pronunciarlo.

Sai, mentre sentivo questo bene straripare, uscire da me senza portarmi via la calma, le cose che ora mi aspettano e che devo fare ogni giorno, le persone che sarà giusto per me incontrare, ho visto questo amore travalicarti, riempire ogni cosa. Ho sentito anche che ora c’è in me la disponibilità di donarlo a molti, e in ognuno vedere questa profondità che sarebbe innaturale non amare, e poi una superficie dove ogni tanto si increspano cose che potrebbero farsi giudicare. Ma non ho giudicato: sono rimasta libera, ho permesso ad altri di esserlo. Ho accolto le mie imperfezioni, quelle di tutti coloro che avevo intorno.

Ecco, avevo queste parole per te questa sera, da farti avere attraverso il silenzio: dirti che sto bene, che non ti devi preoccupare per me. Che sono diventata un pochino più grande.

La vacanza nella parte migliore di te

ombra e (è) luce

Fino ad una settimana fa avevo accumulato così tanta velocità, così tanta intensità che ho pensato di non poterle più contenere. E mi dicevo: quando tutto questo fare sarà finito, potrò finalmente riposare, essere di nuovo me. Quando sarà finito il continuo senso di allarme che arriva dal telefono, dalle email e dagli incontri, sarò finalmente libera di sentire la mia vera musica interiore e tutto quello che di me ora non riesco più a vedere potrà di nuovo venire a galla e splendere.

Poi, il tempo del riposo è arrivato, ma il corpo era rimasto teso, la mente veloce. Quando mi sarò data il tempo per rilassarmi e per calmare i pensieri, sarò nuovamente quella che attendo da tempo di ritornare, mi sono ripetuta. Invece sui colli, dove mi sono ritirata, c’era un caldo bruciante, e c’erano gli insetti che arrivano con il caldo, gli animali in allerta, e ancora molti amici con delle spine nel cuore che cercavano un luogo dove appoggiarsi. Forse tra qualche giorno questo passerà, mi sono detta ancora: e allora sentirò finalmente di nuovo la pace, l’armonia in ogni cosa.

Oggi, infine, mi sono svegliata con una convinzione diversa: in questo modo non sarebbe mai arrivata la pace, e la vera vacanza non significa escludere. Non significa ritrarsi così tanto dentro le proprie fessure da non sentire più ciò che è altro da te. Come non è silenzio quello che non vuole più comprendere ciò che è reale. Piuttosto bisognerebbe approfittare di questi momenti di sospensione per espandersi, per salire in piani più alti di sé. Per prendere degli impegni più elevati e più veri con il mondo. Per servire la Vita quando ci si presta ad altri, e per servire gli altri quando si contempla la Vita.

La vera vacanza è includere, è sospendere il proprio rimuginio interiore, e tutto ciò che ti chiude a chiave dentro la scatola della tua visione piccola, per accorgerti nuovamente dell’immensità. Del palpitare di un’unica natura dentro ognuno e dentro ogni cosa, e questo è già abbastanza per amare e per sentirsi parte della stessa avventura. Ognuno con una pelle diversa cresciuta intorno a questa profondità, dove accadono cose accidentali che quando ci perdiamo, o siamo troppo stanchi, chiamiamo vita.

Ecco, se arrivi lì, sei davvero al riparo da ogni fatica, perché quello che prima era fare diventa un infinito scambio di amore.