Ready (again)

E così ancora ho raccolto la vita dentro le valigie. Ho scelto i pezzi e i colori per un nuovo lontano, una prospettiva diversa sull’inverno, per ricordarmi che ogni cosa va osservata da più lati, per comprenderne la reale dimensione. Per capire anche cosa resista e cosa invece si sciolga appena lo sguardo acquisti distanza e distacco.

Ed è proprio di questa cernita che sono alla ricerca, dopo mesi trascorsi a gestire con tensione accidenti che sono tali solo da vicino, perdendo la visione del tutto. Di un’immersione nel grande, nell’ampio, nell’alto e nel luminoso ho bisogno ora, per rimettere in ordine i pensieri e i giorni.

Parto anche per prendermi cura di me. Per farmi un regalo e dimostrarmi che posso riceverlo. Che posso farmi del bene e che questo è un modo vero di prendermi cura anche del mondo, se saprò irradiarlo, se si sarà arricchito di qualche onda in più di felicità.

Questa mattina, ripassando con la mente tante partenze fatte negli ultimi anni, cercavo una risposta al perché questa volta mi paia diverso, perché la gioia respiri più calma, perché non abbia disegnato già cosa mi attenda e cosa io desideri dai giorni che verranno. In risposta è arrivata una strana visione.

Le mani non erano più aggrappate a quello che accade in fondo alla mia vita, ma sollevate e strette in alto, con una fiducia e un’accoglienza del tutto nuove. Ogni cosa giusta è benvenuta, le ancore sono ritirate. Sono pronta al Grande viaggio, a compiere il privilegio di essere viva. Per servire, se possibile, per arare il pezzettino di Terra che mi è dato di attraversare.

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Giulia

La mia più grande fortuna è stata quella di non realizzare i sogni che avevo da bambina, in un piccolo paese del Friuli: la vita ha avuto più fantasia di me. Non avrei mai pensato di studiare letteratura, poesia, teatro a Padova, Parigi, Pavia e poi di viverle con i protagonisti. La scrittura era una passione segreta ed è diventata il mio lavoro, negli ultimi undici anni per i periodici Rizzoli. Da dieci mi occupo anche di comunicazione per il teatro. Mi si trova spesso con la valigia in mano e tappetino da yoga sotto braccio: mete preferite Sud America, Africa, Sud Est asiatico dove faccio reportage sociali. Ultimamente anche in India, dove ho trovato uno dei luoghi che chiamo casa. Case sono per me posti in cui l'anima respira: tra questi ci sono sempre le mie Dolomiti, certi colli dell'Umbria e il mio divano a Milano.

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