Preghiere piccole

Piccolo tramonto

Rivolgi a Dio delle preghiere piccole. Non vestirti a festa, non metterti in posa, non scegliere alte parole. Raccontagli il sapore di una mela sbucciata. Il pensiero che hai avuto al risveglio. Il tremore del primo gelo.

Stringilo per mano mentre scendi le scale. Tienigli un posto al caffè e in tram, mentre il giorno sobbalza di fretta. Sentilo vicino al cuore, se la strada si fa faticosa. Raccontagli con parole semplici i tuoi sogni e le tue paure.

Chiedigli di spezzare con te un’incertezza che pesa. Un prestito di perdono per quella rabbia ostinata, che non se ne vuole andare. Una spalla per riposare, quando rientri a casa, stanca, la sera. Che ti canti una ninna nanna, prima di dormire.

 

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Giulia

La mia più grande fortuna è stata quella di non realizzare i sogni che avevo da bambina, in un piccolo paese del Friuli: la vita ha avuto più fantasia di me. Non avrei mai pensato di studiare letteratura, poesia, teatro a Padova, Parigi, Pavia e poi di viverle con i protagonisti. La scrittura era una passione segreta ed è diventata il mio lavoro, negli ultimi undici anni per i periodici Rizzoli. Da dieci mi occupo anche di comunicazione per il teatro. Mi si trova spesso con la valigia in mano e tappetino da yoga sotto braccio: mete preferite Sud America, Africa, Sud Est asiatico dove faccio reportage sociali. Ultimamente anche in India, dove ho trovato uno dei luoghi che chiamo casa. Case sono per me posti in cui l'anima respira: tra questi ci sono sempre le mie Dolomiti, certi colli dell'Umbria e il mio divano a Milano.

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