e in mezzo il respiro

la luce dell’arcobaleno, dopo il temporale

A volte bisogna non avere più nessun’altra scelta rimasta per fare la scelta giusta. Così ora, al muro di una stanchezza che devo stemperare in giro per l’Italia ancora per un po’ di settimane, ho dovuto mettere me in prima posizione. Dire i no che servivano dove di solito venivo dopo, in fondo a tutto quello che mi pareva fosse necessario ad altri, ascoltarmi e respirare.

E la cosa buffa è che più sto bene io e più riesco a portare anche agli altri un vero nuovo bene. Un bene diretto, di poche parole. Sincero. E ancora di più constato che la verità non c’entra nulla con le buone impressioni che cerchiamo di fare noi uomini: ha una strada sua, in cui ogni cosa si mette a posto, in luce, dove dovrebbe essere.