pienezza

papaveri giugno

Mi chiedevo al risveglio cosa rendesse questo momento il momento pieno che è. E l’ho capito. Capisco infatti quando sono davvero dentro di me, quella che sono veramente, se intorno a me appaiono persone che nel tempo ho chiamato ‘interlocutori’. Persone con cui posso solo essere, con cui non devo cambiare nulla. Mettere nulla a posto, in posa.

Lo capisco dalla libertà con cui ci si incontra. Dalle poche parole necessarie a capirsi. Da come ogni giorno diventi un giorno di crescita. Magari con impegno, ma mai con pesantezza. Riconosco le mie persone da come riesco a riderci insieme. Ad essere leggera senza paura di perdere profondità. E queste persone arrivano quando questo patto di verità, di libertà, lo mantengo innanzi tutto con me stessa.

E quando invece sento qualcosa di sbagliato con qualcuno, qualcosa che non scorre: è perché effettivamente c’è qualcosa di sbagliato, qualcosa di non mio.

Non serve neppure stabilire di chi sia la colpa e tanto meno auto-processarmi, perché dovrei volere il bene di tutti: serve prenderne atto e capire che non è tutto il mondo sbagliato, e neppure sono un’anima incompresa: sono solo in un angolo non giusto del mondo per me, e quindi forse in un momento di non armonia con me stessa.

Va ristabilito allora l’ordine dentro di me, non fuori. E questo non esclude per nulla di continuare a irradiare bene a tutti.

 

 

 

 

 

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Giulia

La mia più grande fortuna è stata quella di non realizzare i sogni che avevo da bambina, in un piccolo paese del Friuli: la vita ha avuto più fantasia di me. Non avrei mai pensato di studiare letteratura, poesia, teatro a Padova, Parigi, Pavia e poi di viverle con i protagonisti. La scrittura era una passione segreta ed è diventata il mio lavoro, negli ultimi undici anni per i periodici Rizzoli. Da dieci mi occupo anche di comunicazione per il teatro. Mi si trova spesso con la valigia in mano e tappetino da yoga sotto braccio: mete preferite Sud America, Africa, Sud Est asiatico dove faccio reportage sociali. Ultimamente anche in India, dove ho trovato uno dei luoghi che chiamo casa. Case sono per me posti in cui l'anima respira: tra questi ci sono sempre le mie Dolomiti, certi colli dell'Umbria e il mio divano a Milano.

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