la risposta giusta è sempre l’amore

fotografare profumi

“Padre, perdona loro, non sanno quello che fanno”.

Oggi mi sono innamorata di una debolezza. Un amico mi aveva mostrato uno spigolo, e per prima cosa mi ero irrigidita, mi ero fatta male. Poi invece ho respirato, e ho visto che avevo molto più spazio nel cuore delle mie paure: la debolezza che avevo visto ci è entrata benissimo, e dopo un po’ ero quasi commossa per il fatto di custodire un segreto così prezioso. Ho sentito un bene nuovo, proprio perché non nasceva dalle cose splendenti che conoscevo di lui, ma dall’aver accolto l’intero di una persona, senza farla a pezzi e separare.
Allora, già che c’ero, ho sistemato nello stesso spazio anche due o tre cose che non mi piacciono di me. E anche a quelle ho subito voluto benissimo. E poi anche tanti vecchi torti: li ho presi in mano, piegati e riordinati. Ho capito che erano l’unica cosa che, nel momento in cui sono accaduti, quelle persone erano in grado di fare. Ed era per la mia rigidità che continuavano a farmi male. Così invece, una volta accolti, erano completamente addolciti, disarmati.
E credo che sia il dono che dovremmo farci per la rinascita pasquale: capire che rispondere con il perdono, con la comprensione, con la compassione, fa bene a noi ed inverte la direzione del mondo.
Questa la grande lezione di Gesù, sulla croce.
Buona Pasqua.

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Giulia

La mia più grande fortuna è stata quella di non realizzare i sogni che avevo da bambina, in un piccolo paese del Friuli: la vita ha avuto più fantasia di me. Non avrei mai pensato di studiare letteratura, poesia, teatro a Padova, Parigi, Pavia e poi di viverle con i protagonisti. La scrittura era una passione segreta ed è diventata il mio lavoro, negli ultimi undici anni per i periodici Rizzoli. Da dieci mi occupo anche di comunicazione per il teatro. Mi si trova spesso con la valigia in mano e tappetino da yoga sotto braccio: mete preferite Sud America, Africa, Sud Est asiatico dove faccio reportage sociali. Ultimamente anche in India, dove ho trovato uno dei luoghi che chiamo casa. Case sono per me posti in cui l'anima respira: tra questi ci sono sempre le mie Dolomiti, certi colli dell'Umbria e il mio divano a Milano.

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