Flowing

Arathi sul Gange

Successioni di facce, parole, incontri. E credo di aver imparato ad abitare tutte le scene di un giorno. Ad essere davvero felice di quello che c’è dove sono, senza chiedere alla realtà di essere diversa, senza giudicarla se non assomiglia a sogni che peraltro non sogno più. Senza chiedere a nessuno di essere quel che non è.

Ho imparato a sorridere con il petto calmo, sgombro di passato e di futuro. Ho imparato a splendere, a mettere nella luce degli occhi tutte le parole che vorrei dire. Con la voce non ho più bisogno di spingere la verità da nessuna parte. Di appoggiarmi a nessun lato del tempo.

Come uno specchio imparziale, do il benvenuto a quel che naturalmente arriva. Non incrocio più le braccia davanti allo sterno quando ascolto: le ferite respirano, lasciano passare la vita da entrambe le porte, in entrata, in uscita.