India 3 – Progressi

Vie di Auroville

E oggi, al mio solito appuntamento al Matrimandir, ho tirato a sorte su quale qualità meditare. Ho chiuso gli occhi: ho appoggiato la mano sulla piccola bacheca con i talloncini che conducono ai petali del grande loto, e le dita si sono appoggiate su “Progresso”, a pochi millimetri da “Gratitudine”. Di sicuro ho sbagliato, dovevano cadere sulla gratitudine. Ho pensato e ho rifatto di nuovo il sorteggio, certa che fossero queste declinazioni della dolcezza ad avermi chiamato in India. E ancora, tra le dodici qualità dell’energia, ho toccato il Progresso. Dietro il talloncino c’era scritto più o meno questo: le persone dotate di una forte volontà, non devono rifiutarla, devono portarla in alto per trasformare se stessi e portare aiuto anche a molti altri. Ecco il primo indizio di questo viaggio.

Avevo creduto di essere qui per smussare, per decomprimere, per completare un lavoro di morbidezza, per uscire dalle mie impronte forti. Ero caduta anche nella tentazione del compiangermi: troppa fatica sempre in ogni cosa. Cercavo l’abbraccio, il riposo, di allontanarmi da me. La parola-balsamo che mi dicesse che iniziava il tempo facile. Guardavo con sospetto ai segni che non riesco a non lasciare in ogni situazione. Invece non mi è chiesto di accasciarmi: ma di fare un salto in alto. Non di rinnegarmi, ma di offrirmi, così come sono. E non per sacrificio: per amore. Non da sola, ma aprendomi totalmente affinché quel che deve essere compiuto si compia attraverso di me. Work in progress…

 

 

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Giulia

La mia più grande fortuna è stata quella di non realizzare i sogni che avevo da bambina, in un piccolo paese del Friuli: la vita ha avuto più fantasia di me. Non avrei mai pensato di studiare letteratura, poesia, teatro a Padova, Parigi, Pavia e poi di viverle con i protagonisti. La scrittura era una passione segreta ed è diventata il mio lavoro, negli ultimi undici anni per i periodici Rizzoli. Da dieci mi occupo anche di comunicazione per il teatro. Mi si trova spesso con la valigia in mano e tappetino da yoga sotto braccio: mete preferite Sud America, Africa, Sud Est asiatico dove faccio reportage sociali. Ultimamente anche in India, dove ho trovato uno dei luoghi che chiamo casa. Case sono per me posti in cui l'anima respira: tra questi ci sono sempre le mie Dolomiti, certi colli dell'Umbria e il mio divano a Milano.

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