Pensieri tersi

tramonto in un giorno terso

Un’altra giornata di sole. Di luce. La luce tersa dell’inverno.
E una cosa in più si è rischiarata questa mattina all’improvviso, mentre venivo smentita su alcuni cattivi pensieri: ogni volta che pensi di aver visto una macchia in qualcuno, ti si è in realtà rivelata una tua vulnerabilità. Un punto in cui ancora la luce non ha appianato la paura.

Ogni volta che accusi qualcuno di invidiare, è forse perché ancora non sei completamente certo dei tuoi talenti e controlli i risultati degli altri, senza gioire per l’aumentata felicità del mondo, se non è toccata a te.
Ogni volta che accusi qualcuno di averti trascurato, di averti abbandonato, è in realtà perché ancora non ti consideri abbastanza amabile.
E ogni volta che ti pare non ti venga dato abbastanza in cambio di quel che dai, è perché in realtà ancora non hai dato un’altezza al tuo valore.

Il mondo e tutte le persone sono uno specchio in cui vediamo riflesso il punto del cammino a cui siamo arrivati, e vanno perciò utilizzati come strumento di navigazione per crescere, non giudicati o fatti oggetto di lamento.

C’è un modo per verificare quando un punto debole si è rafforzato: è quando da quella porta non attendiamo più nulla. Non c’è più una corrente che eccede né nel dare né nelle attese di ricevere. E’ come con le persone: sia l’amore condizionato che l’odio creano una dipendenza, solo l’amore alto e la capacità di perdonare portano invece reale libertà. Allora, in questo moto pacificato può entrare quel che ti è dovuto. Quel che è vero.

Perciò, a volte i desideri si compiono quando non li inseguiamo più con foga e sono quasi dimenticati. Come ogni volta che si fa una cosa con dedizione piena, senza attendere nessuna ricompensa: allora, se non si aspetta più nulla, se si è solo protesi a fiorire, a compiersi e si mettono le radici nelle riserve interiori, arriva tutto. Tutto quel che è nostro.

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Giulia

La mia più grande fortuna è stata quella di non realizzare i sogni che avevo da bambina, in un piccolo paese del Friuli: la vita ha avuto più fantasia di me. Non avrei mai pensato di studiare letteratura, poesia, teatro a Padova, Parigi, Pavia e poi di viverle con i protagonisti. La scrittura era una passione segreta ed è diventata il mio lavoro, negli ultimi undici anni per i periodici Rizzoli. Da dieci mi occupo anche di comunicazione per il teatro. Mi si trova spesso con la valigia in mano e tappetino da yoga sotto braccio: mete preferite Sud America, Africa, Sud Est asiatico dove faccio reportage sociali. Ultimamente anche in India, dove ho trovato uno dei luoghi che chiamo casa. Case sono per me posti in cui l'anima respira: tra questi ci sono sempre le mie Dolomiti, certi colli dell'Umbria e il mio divano a Milano.

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