Gratitudini 2017

Stavo pensando a quest’anno che finisce, alle tantissime giornate belle che ha portato. Stavo pensando anche ad alcune cose da cui mi sono proposta di prendere le distanze, alcuni luoghi non fiduciosi di me che devo più rassicurare che seguire, precipitando poi dove non mi trovo più.

E all’improvviso è arrivata una chiarezza ancora più limpida, mentre risistemavo alcune carte, vari pezzi di tempo accumulati nei luoghi e nei ricordi. Alcuni volti, molte parole. Albe e tramonti degli incontri, degli eventi che ci sono stati. Ho capito che proprio quei luoghi di frattura da cui me ne sto andando sono in realtà i più grandi aiuti, i rami potati in cui crescerà il futuro.

E allora, in questo ultimo giorno dell’anno, volevo ringraziare tutte le presenze della mia vita ma anche tutti coloro che sono usciti di scena, lasciando lo spazio affinché nuovi incontri possano arrivare. Ringrazio gli amori con cui non ci si è più capiti. Le abitudini perse. Le sicurezze di cui non ho più bisogno. Ringrazio alcune porte chiuse. E ringrazio anche le difficoltà che mi hanno fatto cercare la luce in strade impensate.

Non importa i modi in cui quello in cui non siamo più si racconta alle ultime pagine. Forse saranno parole dure, disagi, incomprensioni. Tutto quello che serve a farci andare via se di lì non passa più la nostra strada. La cosa meno saggia sarebbe incolpare lo strumento anziché puntare lo sguardo alla direzione indicata.

Oggi la mia gratitudine va a chi ha sostenuto il mio passo anche solo per la piccola frazione di tempo in cui ho avuto bisogno di respirare, di riposare, di prendere il coraggio di spiccare il volo, di essere un po’ più me. E poi mi ha lasciato andare via, libera.

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Giulia

La mia più grande fortuna è stata quella di non realizzare i sogni che avevo da bambina, in un piccolo paese del Friuli: la vita ha avuto più fantasia di me. Non avrei mai pensato di studiare letteratura, poesia, teatro a Padova, Parigi, Pavia e poi di viverle con i protagonisti. La scrittura era una passione segreta ed è diventata il mio lavoro, negli ultimi undici anni per i periodici Rizzoli. Da dieci mi occupo anche di comunicazione per il teatro. Mi si trova spesso con la valigia in mano e tappetino da yoga sotto braccio: mete preferite Sud America, Africa, Sud Est asiatico dove faccio reportage sociali. Ultimamente anche in India, dove ho trovato uno dei luoghi che chiamo casa. Case sono per me posti in cui l'anima respira: tra questi ci sono sempre le mie Dolomiti, certi colli dell'Umbria e il mio divano a Milano.

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