Sii Tu le mie parole

Spiaggia, a settembre. Intorno i temporali

Cosa c’è di meglio di una spiaggia in un settembre piovoso per trovare un po’ di silenzio. Oggi è arrivato il gran giorno: si presenta Esercizi di felicità a Pordenonelegge. Ed è oggi che mi rendo conto che è vero, che questi pezzetti della mia anima viaggeranno per il mondo.

In casa c’è una tale eccitazione che mi sembrava fosse piena piena di persone: mia madre, mio padre e tutte le loro parole a voce alta di soddisfazione che raggiungevano il telefono, o che si facevano raggiungere. Alla fine sono scappata un po’ qui, per respirare.

E io? Sono soddisfatta? In fondo l’ho fatto anche molto per loro… Sì, forse il mio lato umano oggi sente di avere chiuso un cerchio, di aver invertito il senso di marcia: sto camminando verso la luce, verso la vera felicità. E forse le persone sensibili hanno bisogno di molto tempo per scrivere la loro storia, perché non hanno dalla loro la prepotenza.

Ma un’altra parte di me è completamente staccata da quello che sta accadendo, forse è questo che non riesco a far capire ai miei genitori, alle persone a me prossime… Ho pregato così tanto in questi anni di diventare una presenza sempre più discreta nella mia vita, di non ingombrare con i miei desideri il passaggio della luce, che non penso più che tutto questo sia mio.

Anzi, sto cercando di farmi da parte, di aprire solo la porta a quello che vorrà oggi essere detto attraverso di me, presentando il libro, forse scrivendone altri in futuro. Mi sento dentro le braccia di un disegno più grande, e lo voglio compiere. Solo questo chiedo: io parlerò, ma sii Tu le mie parole. Io scriverò, ma sii Tu il mio inchiostro. Io agirò senza pigrizia e con ogni mia forza: ma sii Tu le mie azioni.

 

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Giulia

La mia più grande fortuna è stata quella di non realizzare i sogni che avevo da bambina, in un piccolo paese del Friuli: la vita ha avuto più fantasia di me. Non avrei mai pensato di studiare letteratura, poesia, teatro a Padova, Parigi, Pavia e poi di viverle con i protagonisti. La scrittura era una passione segreta ed è diventata il mio lavoro, negli ultimi undici anni per i periodici Rizzoli. Da dieci mi occupo anche di comunicazione per il teatro. Mi si trova spesso con la valigia in mano e tappetino da yoga sotto braccio: mete preferite Sud America, Africa, Sud Est asiatico dove faccio reportage sociali. Ultimamente anche in India, dove ho trovato uno dei luoghi che chiamo casa. Case sono per me posti in cui l'anima respira: tra questi ci sono sempre le mie Dolomiti, certi colli dell'Umbria e il mio divano a Milano.

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