Luce senza ombre

Momenti in cui c’è stata la luce

Quando ero bambina, mi faceva soffrire il fatto che mia sorella fosse considerata più buona di me. Quello che mia sorella faceva in più rispetto a me, secondo il mondo adulto, era dire sempre ad ognuno quello che voleva sentirsi dire. E per me questo era una bugia, un filtro opaco steso sulla verità, tanto quanto mentire dicendo una cosa brutta.

Io avrei voluto che la verità fosse sempre premiata, e bella per il fatto di essere vera. Spesso mi dicevano che ero troppo diretta, che non ci sapevo fare con gli altri, perché pronunciavo proprio quello che pensavo, non con mancanza di rispetto: ma sempre quello che credevo avrebbe prodotto il futuro con cui potevo convivere. Con gli strumenti che avevo allora, questo per me era risultato in una profonda solitudine.

Poi sono cresciuta e ho continuato a cercare più di ogni cosa la verità e anche ad incontrare persone che pensano sia più breve compiacere che cercare la luce. Ma la mia cassetta degli attrezzi è molto più forte ora, e mi rendo conto che non serve a nulla soffrire per questo. Che ci pensa la vita a portare ad ognuno quel che corrisponde al proprio paesaggio interiore: e se dici la verità su ciò che vuoi, è più probabile che ti stiano vicino cose e persone vere. Se hai fatto credere a qualcuno, per compiacimento, che ami la sua compagnia e non è vero, troverai vicino persone che desidereresti tenere distanti.

In fondo la vita è semplice. Se cerchi la verità, forse dovrai anche saper convivere con opinioni compiacenti, non vere, ma oltre la calotta delle chiacchiere, ci sarà qualcosa di nitido che non smette di essere vero per il fatto di essere stato rinnegato a parole. E questo dovrebbe essere l’unico punto in cui tenere fisso lo sguardo e per cui perseverare, anche quando la strada va in salita. Perché la verità è vera, non consolante. In questo sta la sua bellezza.

 

 

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Giulia

La mia più grande fortuna è stata quella di non realizzare i sogni che avevo da bambina, in un piccolo paese del Friuli: la vita ha avuto più fantasia di me. Non avrei mai pensato di studiare letteratura, poesia, teatro a Padova, Parigi, Pavia e poi di viverle con i protagonisti. La scrittura era una passione segreta ed è diventata il mio lavoro, negli ultimi undici anni per i periodici Rizzoli. Da dieci mi occupo anche di comunicazione per il teatro. Mi si trova spesso con la valigia in mano e tappetino da yoga sotto braccio: mete preferite Sud America, Africa, Sud Est asiatico dove faccio reportage sociali. Ultimamente anche in India, dove ho trovato uno dei luoghi che chiamo casa. Case sono per me posti in cui l'anima respira: tra questi ci sono sempre le mie Dolomiti, certi colli dell'Umbria e il mio divano a Milano.

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