sensibilità interiori

Io e Romeo

In questi giorni di estrema calura mi capita di sentire le dita con cui la realtà punge i luoghi fragili del mondo. Mi metto nel punto di vista sfinito di un anziano che sente svaporare la chiarezza dei pensieri, sento il cielo senza ombre sotto il pelo folto di un animale, mi rattrappisco nella sete di un albero.

E poi vado oltre, in altri punti sofferti e vicini. Affronto una curva con lo sguardo presbite di mio padre che si sente sempre vicino all’urto, alla possibilità del precipizio finale. Sto dentro la solitudine di un cane amato che vede allontanarsi il padrone. Resisto nell’arsura del noce che dà ombra alla casa e difende le proprie parti vive, sacrificando precocemente le foglie.

Proseguo in terre lontane dai nostri lamenti, dove ci sono persone che muoiono per questa combustione della Terra. Poi, quando il male travalica e non lo contengo più: lo raccolgo tutto, lo consegno in mani alte, dove ogni cosa ha un senso. E solo così posso respirare. Rinfrescarmi.

 

Luce senza ombre

Momenti in cui c’è stata la luce

Quando ero bambina, mi faceva soffrire il fatto che mia sorella fosse considerata più buona di me. Quello che mia sorella faceva in più rispetto a me, secondo il mondo adulto, era dire sempre ad ognuno quello che voleva sentirsi dire. E per me questo era una bugia, un filtro opaco steso sulla verità, tanto quanto mentire dicendo una cosa brutta.

Io avrei voluto che la verità fosse sempre premiata, e bella per il fatto di essere vera. Spesso mi dicevano che ero troppo diretta, che non ci sapevo fare con gli altri, perché pronunciavo proprio quello che pensavo, non con mancanza di rispetto: ma sempre quello che credevo avrebbe prodotto il futuro con cui potevo convivere. Con gli strumenti che avevo allora, questo per me era risultato in una profonda solitudine.

Poi sono cresciuta e ho continuato a cercare più di ogni cosa la verità e anche ad incontrare persone che pensano sia più breve compiacere che cercare la luce. Ma la mia cassetta degli attrezzi è molto più forte ora, e mi rendo conto che non serve a nulla soffrire per questo. Che ci pensa la vita a portare ad ognuno quel che corrisponde al proprio paesaggio interiore: e se dici la verità su ciò che vuoi, è più probabile che ti stiano vicino cose e persone vere. Se hai fatto credere a qualcuno, per compiacimento, che ami la sua compagnia e non è vero, troverai vicino persone che desidereresti tenere distanti.

In fondo la vita è semplice. Se cerchi la verità, forse dovrai anche saper convivere con opinioni compiacenti, non vere, ma oltre la calotta delle chiacchiere, ci sarà qualcosa di nitido che non smette di essere vero per il fatto di essere stato rinnegato a parole. E questo dovrebbe essere l’unico punto in cui tenere fisso lo sguardo e per cui perseverare, anche quando la strada va in salita. Perché la verità è vera, non consolante. In questo sta la sua bellezza.