Esercizio di fedeltà

E poi sto facendo un altro esercizio, che chiamerei un esercizio d’amore. Sto provando a stare completamente in una cosa, in ogni cosa. Un tempo solo una parte di me poteva aderire a quel che mi veniva incontro, l’altra doveva sempre tenere la porta aperta per scappare, perché tutto quello che arrivava mi pareva che fosse appena l’abbozzo di ciò che sognavo, e in ogni cosa c’era qualche imperfezione da cui prendere le distanze. Questo succedeva perché pensavo che da fuori un giorno sarebbe arrivato l’istante perfetto che avrebbe portato un senso ai miei giorni, e tale istante lo avrei riconosciuto proprio per la sua perfezione.

Quello che sto invece capendo ora sempre di più è che questo momento in cui si comincia davvero a vivere non nasce fuori ma dentro di te: che non arriverà mai qualcuno ad amarti in modo perfetto, ma che tu puoi perfezionarti ad amare sempre meglio. Che l’amore non si attende, si dà. E puoi provare con qualsiasi cosa che vive, a starle vicino con questo amore che perfezioni e fai uscire senza paura. Puoi provare ad amare senza un piede che scappa, una mente che fa confronti con i sogni, con gli ideali. Amare, dunque, senza tradire neppure nei dettagli più piccoli, neppure se non ti vedono. Stare ferma ad amare senza fuggire neanche con un pensiero.

E allora vedi che non c’è nessuna vita che tu non possa amare fino alla commozione, per il solo fatto che riconosci che lì dentro c’è la vita, e si tratta solo di diventare il più possibile amore puro, e più vai avanti in questo cammino più diventa irresistibile amare. Vedi che puoi innamorarti pazza di un fiore, dello sguardo di un cane che hai trovato o di una persona di un altro mondo. E che quest’altra vita toccata dall’amore non potrà resistere dall’amarti a sua volta in modo sempre più puro, allo stesso modo. E vedrai poi i miracoli, le primavere, i gesti infiniti che farà crescere l’amore. Vedrai il tuo oggetto d’amore fiorire, compiersi, diventare il suo sé più bello. Tu stessa ti vedi mentre ti trasformi nel progetto incredibile che c’era dentro di te.

Credo che qualcosa del genere sia l’amore del creatore per il creato, e che se riuscissimo davvero a calare questo amore nelle cose, ad innamorarci così, si ristabilirebbe un po’ dell’ordine dell’universo. Che se non avessimo portato qui le nostre paure, le nostre fughe, le nostre attese, se non avessimo annodato tra loro tutte le strade originali del mondo: l’ordine naturale del mondo sarebbe questo, sarebbe amore.

No, non mi ribello più all’amore. Non gli chiedo più di assomigliare ad un sogno o a quello che già esiste in giro. Di farmi scoprire nuovi spazi nel cuore, di questo solo lo prego, per offrirli in cielo.

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Giulia

La mia più grande fortuna è stata quella di non realizzare i sogni che avevo da bambina, in un piccolo paese del Friuli: la vita ha avuto più fantasia di me. Non avrei mai pensato di studiare letteratura, poesia, teatro a Padova, Parigi, Pavia e poi di viverle con i protagonisti. La scrittura era una passione segreta ed è diventata il mio lavoro, negli ultimi undici anni per i periodici Rizzoli. Da dieci mi occupo anche di comunicazione per il teatro. Mi si trova spesso con la valigia in mano e tappetino da yoga sotto braccio: mete preferite Sud America, Africa, Sud Est asiatico dove faccio reportage sociali. Ultimamente anche in India, dove ho trovato uno dei luoghi che chiamo casa. Case sono per me posti in cui l'anima respira: tra questi ci sono sempre le mie Dolomiti, certi colli dell'Umbria e il mio divano a Milano.

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